Il dolore
Cancellati gli allagamenti
Centinaia di volontari con secchi e scope ripuliscono Castelfiorentino
CASTELFIORENTINO. Castelfiorentino ha risposto all'emergenza allagamenti e lo ha fatto alla grande, proprio ieri che ricorreva il 71° anniversario della liberazione dal Nazifascismo. Un 25 aprile diverso, non di gioia ma di sacrificio, senza celebrazioni ma con pale, secchi, sistole e scope per rimuovere acqua, fango e detriti, soprattutto dalla chiesa di Santa Verdiana, le cui reliquie sono state lambite ma non sommerse dal fango.
L'appello del sindaco. Domenica pomeriggio il primo cittadino Alessio Falorni aveva annullato le celebrazioni per il 25 aprile, invitando la popolazione a passare una giornata di sacrificio. La comunità ha risposto alla grande, con centinaia di volontari impegnati a togliere acqua e fango da garage e seminterrati, oltre che dal santuario di Santa Verdiana. Già all'alba le strade erano piene di persone, impegnate nelle mansioni più svariate: chi porta fuori le panche, chi toglie il fango dal museo di arte sacra, chi gestisce le idrovore che buttano fuori decine di litri al minuto.
Tutti a pulire. Ieri dentro e attorno alla chiesa di Santa Verdiana c'erano decine e decine di castellani “comuni”, oltre alle squadre di Pubblica Assistenza, Misericordia, Racchetta e Vab. Appena entrati ecco che c'è il fango ad accogliere la gente, che nel frattempo ha provveduto a rimuovere decine di panche, molte delle quali rischiano di finire in discarica perché troppo rovinate. E - guardando il muro - si scorge il segno del passaggio dell'acqua, che fino a ieri mattina era sopra il ginocchio: ci sono grandi, piccini, giovani e vecchi, tutti con stivali e scope a spalare fuori acqua e fanghiglia; non si riesce quasi a camminare, tanta è la gente presente in questa chiesa, simbolo della città. E - fra la gente - si aggira anche don Alessandro Lombardi, diviso tra la delusione per quanto accaduto fra sabato e domenica e la gioia per la risposta forte del popolo castellano. Con la consapevolezza che poteva andare peggio, come ha spiegato lo stesso parroco: «Abbiamo tolto tutto il legno, grazie a questo esercito di volontari, fatto di giovani, adulti, bambini, tutti contenti di poter liberare la chiesa e farla tornare al suo vecchio splendore. Domani (oggi ndc) verrà il soprintendente a vedere ma per ora ci basta che la chiesa sia di nuovo agibile. E per fortuna che nel museo sono stati danneggiati solo due codici miniati, già mandati a restaurare».
Seminterrati e garage sott'acqua. Se la maggior parte delle persone e dei volontari erano concentrati in Santa Verdiana, tanti altri - meno visibili - erano coi piedi nel fango delle loro abitazioni, i cui garage hanno accolto di tutto. Per cui fuori dalle abitazioni si potevano vedere documenti accatastati, sedie, vestiti e molto altro, tutto materiale ricoperto e rovinato dal fango. Anche qui c'era un brulicare di persone con scope e carriole. Poca voglia di parlare, tanta fatica per non scivolare e una nottata passata insonne a rimuovere il fango. La forza dei volontari. A coordinare i soccorsi - insieme al sindaco Falorni - c'era Marco Cappellini della Prociv. Cappellini che è anche presidente della locale sezione Anpi: «Grazie a tutti i volontari arrivati dalla Toscana, senza la cittadinanza la Prociv non esisterebbe. Dovunque andiamo noi rappresentiamo tutto il popolo di Castelfiorentino. Come presidente Anpi, invece, devo dire che i volontari di oggi si sono impegnati come lo fecero i partigiani di allora, ridando speranza. Oggi ripartiamo e sono convinto che da domani la nostra città sarà ancora più bella. Così rinasce Castelfiorentino». Intanto il consigliere comunale della Lista Civica "Insieme per cambiare" Carlo Andrea Zini ha chiesto all'amministrazione comunale di verificare se l'evento di due giorni fa possa rientrare tra quegli episodi eccezionali per i quali si può contare su aiuti della Regione Toscano, a parziale rimborso dei danni subiti.
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