Il dolore
Travolti da acqua e fango
La pioggia record causa danni ingenti, quattro automobilisti salvati dagli agenti
CASTELFIORENTINO. Una notte da incubo, che trasforma Castelfiorentino (e altre fette di Valdelsa), in un’enorme piscina, tra famiglie in ansia per il livello dell’Elsa e sei rii minori che si alza vertiginosamente e automobilisti che si ritrovano a “navigare” su strade allagate e a dover fronteggiare - inermi - la furia dell’acqua. Com’è accaduto sulla 429 in località San Martino, dove quattro auto sono rimaste imprigionate nel “fiume” della Statale, che ha mandato in panne i motori e avvolto le macchine. Quando è arrivato il fuoristrada della polizia municipale dell’Unione, la situazione era drammatica. Ma gli agenti si sono “tuffati” comunque e, uno dopo l’altro, hanno portato in salvo i quattro conducenti.
Alla notte da incubo ha fatto seguito una giornata vissuta sul filo dei nervi, spalando fango, spinti dalla rabbia. Con le idrovore in azione all’interno di garage, scantinati, ma anche attività commerciali, invase dall’acqua. Così come il santuario di Santa Verdiana (dove l’acqua ha raggiunto un metro e mezzo di altezza, i danni non sono ancora stati quantificati) e il Museo di arte sacra, dove si bagnati due antichi codici miniati. Salvo, come spiegato dal sindaco Alessio Falorni, l'opera più famosa del museo, una Madonna con bambino attribuita a Cimabue. Della vicenda si interessata anche la vicepresidente della Toscana Monica Bardi, che ha subito contatto la soprintendenza per i due codici bagnati: un funzionario è già al lavoro. Bardi riferisce che fortunatamente, proprio per il maltempo, più opere del Museo erano state messe al sicuro.
La macchina per far fronte all’emergenza lavora a pieno regime (nella giornata di ieri dalla sala operativa dell'Unione attivati 50 volontari organizzati in 15 squadre oltre a 15 operatori fra protezione civile e polizia municipale), i vigili del fuoco sono tempestati di chiamate, da una parte all’altra della Valdelsa: perché Castello è in ginocchio, ma danni e disagi si sono verificati anche a Certaldo e Gambassi. Ma di fronte all’emergenza, esplode anche la rabbia della gente: «È una vergogna, colpa della scarsa manutenzione e di opere fatte male o del tutto assenti», puntando il dito contro gli enti, a cominciare dal Consorzio di bonifica. Di fatto sono caduti su Castelfiorentino (con la cassa di espansione di Madonna della Tosse attivata dal corretto funzionamento dello scolmatore in tutti e tre i suoi settori) 148 millimetri di pioggia in 24 ore: un fenomeno che - in queste proporzioni - si verifica ogni mezzo secolo (l’ultima volta era successo nel 2014). Il maltempo ha mandato in tilt il sistema fognario, paralizzato la viabilità e allagato garage e scantinati, con i alcuni rii che si sono riversati sulle carreggiate, invase in molti casi anche dal fango, complici anche frane e smottamenti. Dal cuore di Castello alle frazioni (Cambiano, Dogana, Pesciola), centinaia di persone si sono ritrovate garage e scantinati invasi dall’acqua, ma anche bar e ristoranti. A Gambassi, l’incubo si è materializzato nella zona di Case Nuove, in particolare in via Grieco, invasa dalle acque del rio Petroso. E il sindaco Paolo Campinoti non nasconde l’amarezza: «I problemi maggiori si sono verificati laddove Consorzio di Bonifica del Medio Valdarnoe Città Metropolitana di Firenze erano stati preventivamente informati, anche durante un incontro con la cittadinanza avvenuto a novembre. Ora la questione dell’attraversamento del Rio Petroso da parte della Sp 26 non può più essere rimandata». Il ponte è troppo basso, blocca il passaggio dell’acqua. Lo stesso problema si è verificato sul Rio Petroso.
A Certaldo chiusi il sottopasso di via Caduti sul lavoro e quello di via Toscana in zina Coop. Problemi anche nella zona del Pian di Sotto, Tavolese e via Roma.
Un caos generalizzato, il cui bilancio però «vista la quantità delle precipitazioni - sostiene Paolo Masetti, delegato alla protezione civile dell’Unione - poteva essere ben più grave. Non ci sono morti, né feriti e alla fine gli allagamenti hanno interessato soprattutto cantine e garage. Di fronte a un evento del genere il quadro oggi poteva essere ben più tragico». In tanti, anche sui social, si sono scagliati contro il Consorzio di Bonifica, minacciando di non pagare il contributo: «Questo è ormai uno sport nazionale, ma posso assicurare che il quadro è talmente complesso che è difficile in molti casi capire dove finiscono le competenze e le responsabilità di un ente e dove iniziano quelle di un altro. Il sistema va migliorato, ma nel complesso ha funzionato. Diciamo che un evento di queste proporzioni ha ulteriormente evidenziato alcuni problemi che erano già noti. Ma non dimentichiamoci che qualsiasi sistema fognario è progettato per rispondere ad eventi che si verificano ogni 20 anni. Questa quantità d’acqua non cadeva dal 1966: stiamo parlando di qualcosa di eccezionale. Di fronte al quale voglio sottolineare lo sforzo straordinario di tutti gli operatori coinvolti, dai vigili del fuoco ai dipendenti comunali e dell’Unione, con una nota di merito speciale per i volontari del coordinamento empolese supportati dalla Città Metropolitana».
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