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Paese in piazza contro l’omertà: "Chi sa parli, aiutateci a ritrovare il Cicciaio"

Alessandro Marmugi
Lo striscione esposto in testa al corteo, l sindaco Giunti e il consigliere regionale Sostegni con la mamma del Cicciaio (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Lo striscione esposto in testa al corteo, l sindaco Giunti e il consigliere regionale Sostegni con la mamma del Cicciaio (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Una comunità intera abbraccia la famiglia Bellucci, corteo a Limite sull'Arno per Pierluigi, scomparso nel nulla da 36 giorni. E Angelina Inzaina racconta la sua esperienza «Mai darsi per vinti»

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CAPRAIA E LIMITE. Una pioggia scrosciante, caduta incessantemente per tutto il pomeriggio non ha fermato il cuore grande dei limitesi. Nonostante le avverse condizioni meteo in oltre un centinaio si sono ritrovati sabato 23 aprile davanti alla casa del popolo del paese per una manifestazione di solidarietà nei confronti della famiglia Pierluigi Bellucci, il 62enne scomparso dallo scorso 18 marzo. Da 36 giorni di lui non si sa più niente e così amici, conoscenti e parenti hanno deciso di scendere in piazza per tenere viva l'attenzione sul suo caso e per spingere chiunque abbia visto qualcosa o abbia avuto notizie a parlare. C'erano proprio tutti in piazza Vittorio Veneto: la compagna Sandra, i fratelli Andrea e Massimo, il figlio e la mamma Edda. Gli amici che condividevano con lui le esilaranti serate alla casa del popolo, giovani, anziani, bambini anche le istituzioni con il sindaco di Capraia e Limite Alessandro Giunti e il consigliere regionale Enrico Sostegni. 

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Una comunità intera stretta attorno alla famiglia di quell'uomo, il "Cicciaio" a cui tutti volevano bene e che per Limite era un vero e proprio simbolo. Intorno alle 15.30 piazza Vittorio veneto era già gremita. E la forte pioggia non ha certo fatto fare marcia indietro a quanti erano accorsi. Così è partito un corteo silenzioso che dalla casa del Popolo si è diretto verso il lungarno. In testa gli amici del circolo Arci "Ivo Montagni" con uno striscione con la foto di Pierluigi e una scritta a caratteri cubitali: "Permesso c'è lesso", la frase che il Cicciaio ripeteva spesso quando entrava nel circolo. Il corteo composto e silenzioso ha percorso un breve tratto di strada attraversando anche vicolo dei canottieri, ricalcando parte di quel percorso che Pierluigi faceva ogni sera. Tutti uniti, camminando a piccoli passi, quasi nella speranza che il Cicciaio da un momento all'altro potesse riapparire per dire a tutti che era stato solo un altro dei suoi esilaranti scherzi. In coda alla lunga processione la compagna Sandra, visibilmente commossa, accompagnata dai rappresentanti dell'associazione Penelope (che si occupa della ricerca delle persone scomparse).
 
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In particolare dalla vicepresidente per la Toscana Angelina Inzaina e da Fiorella Benvenuti moglie di Sergio Russo, imprenditore scomparso da Prato l'11 aprile scorso e di cui da oltre un anno non si sa più niente. La lunga fila di persone si è poi spostata in via Dante Alighieri per poi fare rientro alla casa del popolo. Qui, in una sala gremita, la mamma di Pierluigi, la signora Edda ha esposto le foto del figlio da giovane, una in bianco e nero di quando aveva fatto il militare nei bersaglieri. E le sue medaglie vinte nelle tante attività sportive e nei pali del paese ai quali Pierluigi aveva partecipato. Poi l'abbraccio con il sindaco Giunti e le parole forte e toccanti dei fratelli Massimo e Andrea. «Sono passati 36 giorni - ha raccontato Andrea Bellucci con le lacrime agli occhi - giorni difficili. La forza ce la stanno dando tutte queste persone che ogni ora ci mostrano vicinanza. Sapevo che mio fratello avesse tanti amici, ma un affetto così ci ha fatto capire quanto Pierluigi fosse amato. Lui era un puledro selvaggio, non si poteva controllare, ma adesso vogliamo sapere cos'è successo». «Qualcuno ci dica se ha visto qualcosa - aggiunge l'altro fratello Massimo - sembra impossibile che nessuno sappia che fine ha fatto. Se è stato visto allontanarsi, salire su una macchina, se qualcuno sa dove si trova lo dica».
 
 
All'appello dei familiari si è aggiunto poi anche quello del sindaco Giunti. «Mi associo alla richiesta dei familiari, se qualcuno ha notizie che le dia agli inquirenti». Mentre proseguono le indagini dei carabinieri, Limite non si arrende: vuole tornare ad abbracciare il Cicciaio. 
 
Alla manifestazione c’era anche l'associazione Penelope che aiuta le famiglie degli scomparsi nelle ricerche offrendo loro anche un supporto morale e psicologico. Presente Angelina Inzaina vicepresidente per la Toscana di Penelope. «Siamo qui per tenere viva l'attenzione su questo casa, bisogna ricordarsi che c'è una famiglia che soffre e dobbiamo restare tutti uniti. Non ci dobbiamo fermare, dobbiamo continuare a cercare Pierluigi. Le istituzioni purtroppo non ci aiutano, io l'ho vissuto sulla mia pelle. Dobbiamo continuare a farci sentire». La presenza di Angelina riporta alla memoria una vicenda che risale a 15 anni fa. Suo padre Bachisio infatti era scomparso da Spicchio nel gennaio 2001. Per 6 anni di lui non si era saputo più niente fino a quando tra il dicembre 2007 e il gennaio 2008 si era scoperto che l'uomo si trovava all'istituto di medicina legale di San Rossore. Il suo cadavere ritrovato tre mesi dopo la scomparsa, nel marzo 2001 in mare a San Rossore, era rimasto per quasi 7 anni non identificato in una cella dell'obitorio. Poi la perseveranza di Angelina e dei suoi familiari ha permesso l'identificazione. <QM>

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