Sicurezza
Chiesto l’ergastolo per il marito della donna uccisa in casa a Querce
Il giudice deciderà il 29 aprile: in quella udienza o si andrà a sentenza oppure saranno disposti nuovi accertamenti sul materiale organico trovato sotto le unghie della vittima e su un fazzoletto
EMPOLI. Tutto rinviato per Giacomo Benvenuti, 41 anni di Santa Croce, accusato di aver ucciso la moglie Marinella Bertozzi il 30 ottobre 2014 nella loro abitazione a Querce. Il gup Paola Belsito si pronuncerà il 29 aprile, questa udienza terminerà o con la sentenza o disponendo nuovi accertamenti come ha chiesto il difensore di Benvenuti, l’avvocato del foro di Firenze Francesco Stefani.
Il pm Sandro Cutrignelli, ieri mattina in tribunale a Firenze, ha chiesto l’ergastolo con l’isolamento diurno (vale a dire che pur avendo scelto il rito abbreviato, l’imputato non avrebbe diritto allo sconto di un terzo della pena come previsto). E in aula ha fatto riascoltare una registrazione in cui la donna viene picchiata dal marito, piange e si dispera. Stefani, invece, ha chiesto integrazioni probatorie per il Dna che è stato trovato sotto le unghie della donna e che corrisponde a profili ancora sconosciuti. E per il fazzoletto con le tracce di sangue che non era quello di Benvenuti.
Inoltre secondo Stefani la registrazione delle botte alla donna «è una prova illegittima perché è stata realizzata grazie a una cimice messa da un investigatore incaricato di accertamenti dal fratello della vittima». E ci sarebbe anche un buco temporale, dalle 17,30 alle 18,20 dove «non si sa cosa sia accaduto».
La vittima, 50 anni, originaria di San Miniato era rientrata nella sua casa di Querce la sera del 30 ottobre 2014 . A chiamare il 118 fu il marito che però, secondo l’accusa, avrebbe prima ripulito la casa. Il personale sanitario non si accorse immediatamente che la donna era deceduta per le percosse. E aveva classificato il decesso come naturale. In un primo momento venne disposto il funerale che poi fu bloccato per l’intervento del fratello di Marinella, Roberto Bertozzi. Che presentò una denuncia.
I risultati dei periti evidenziarono come Marinella Bertozzi era morta per shock emorragico dovuto a lesioni addominali che hanno interessato vari organi. Secondo l'accusa, il marito l'avrebbe percossa "con immane violenza" con calci, pugni e probabilmente anche con corpi contundenti, causandole numerose fratture e varie emorragie interne. I medici rilevarono anche contusioni al cranio e al collo dovute a un possibile tentativo di strangolamento, e al torace, oltre a fratture delle costole. E tanti sarebbero stati i calli ossei trovati, segno di percosse e colpi ricevuti nel tempo. Sempre secondo gli inquirenti l'uomo per anni l'avrebbe "sottomessa", anche prima di sposarla nel 2013, facendole perdere ogni margine di libera autodeterminazione, riducendola in uno stato di totale soggezione.
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