Il Tirreno

Empoli

Arsenico, siringhe e rifiuti nei parchi rifugio di disperati

di Francesco Turchi
Arsenico, siringhe e rifiuti nei parchi rifugio di disperati

Cartello di protesta per il fosso inquinato «Nessuna bonifica, è uno scempio: vergogna»

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EMPOLI. Decine di siringhe in un cassettone abbandonato nel parco, dove scorre acqua di un inquietante color arancio. Un angolo di un giardino pubblico trasformato in rifugio per disperati; un altro cumulo di siringhe a due passi da un parcheggio e da una scuola superiore. Piccole-grandi culle (tutt’altro che nascoste) di degrado, nel cuore della città. Angoli dimenticati, dove l’incuria va a braccetto con i rischi per la salute, di grandi e piccini, senza alcuna distinzione. “Cartoline” che devono essere cancellate. Come quelle che arrivano dal parco di Ponzano. Dove nel fosso che lo attraversa scorre acqua all’arsenico. Proprio un mese fa è stata rivelata anche un'alta concentrazione di ferro, valori oltre misura anche di rame e zinco. Tutta colpa dell’ex Montevivo, una “bomba ecologica” che un tempo produceva additivi per concimi chimici per l'agricoltura e che oggi riversa i suoi veleni nel fosso. Arpat ha avvisato Asl e Comune, chiedendo di intimare alla società la messa in sicurezza del sito. Ma quattro settimane dopo l’acqua è ancora arancione e nel parco ci sono due cartelli. Uno è di denuncia: «Vergogna! Ma chi deve provvedere a bonificare questo scempio presente da oltre un mese?». L’altro è del Comune di Empoli e mette in guardia i frequentatori del parco, vietando «di far bagnare e abbeverare animali domestici». Ma non basta l’acqua avvelenata. Lo stesso parco “custodisce” un’altra vergogna, con decine di siringhe in un cassettone abbandonato in mezzo al verde.

Fenomeno tutt’altro che isolato, che va ben al di là dei luoghi ormai storici (a cominciare per esempio da Mariambini). Basta fare un giro in via Arnolfo Di Cambio, in centro a Empoli. Accanto al parcheggio, peraltro vicino a una scuola superiore, c’è un altro cumulo di siringhe incastonato tra un muretto e un immobile.

Pezzi di Empoli lasciati in mano ai tossicodipendenti, altri trasformati in rifugio dagli “ultimi”. Che non hanno un posto dove dormire e si accontentano di stendere quattro stracci sotto ad alcune piante, al riparo (ma neanche tanto) da occhi indiscreti. Succede in piazza San Rocco, dove in pieno giorno, in mezzo al verde si scorgono le coperte, unico riparo per la notte dei disperati.

Un quadro desolante, “figlio” di tanti fattori: disagio sociale, assenza di controlli, difficoltà delle istituzioni a dare risposte efficaci in tempi brevi. Ma anche l’inciviltà di alcuni, che finisce per danneggiare la collettività. In via Corticella II c’è un casolare abbandonato. Il rudere è circondato dall’erba alta. Una situazione che ha fatto sentire qualcuni legittimato a riversare i propri rifiuti nell’area. Il risultato è terrificante: decine di sacchi di varie dimensioni ammucchiati. Uno schiaffo, l’ennesimo, per l’ambiente, gli sforzi di coloro (e sono la stragrande maggioranza) che fanno la raccolta differenziata e per la salute, con l’aria che è irrespirabile a decine di metri di distanza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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