Il dolore
Cantini e Sostegni per l’astensione Cgil: «Inaccettabile»
EMPOLI. Il Pd di zona si schiera contro il referendum di domani. La presa di posizione arriva all'indomani dell'appello per il Sì da parte del sindaco di Montespertoli Giulio Mangani e di altri...
EMPOLI. Il Pd di zona si schiera contro il referendum di domani. La presa di posizione arriva all'indomani dell'appello per il Sì da parte del sindaco di Montespertoli Giulio Mangani e di altri esponenti locali democratici. L'invito all'astensione arriva dalla senatrice Laura Cantini, dal segretario territoriale e consigliere regionale Enrico Sostegni e da tutti i segretari comunali Pd dell'Empolese Valdelsa. «Il 17 aprile non si voterà per lo stop alle trivelle - scrivono questi ultimi - si chiede solo se dopo la scadenza della concessione si debba chiudere la piattaforma o continuare a prelevare petrolio. Riteniamo il referendum inutile e sbagliato: la Costituzione prevede due modi per contrastare un referendum, votare no o l'astensione. Come Pd Empolese Valdelsa crediamo che anche chi non andrà a votare non sia un cittadino passivo, è anzi un cittadino che fa una scelta politica precisa e legittima». Sulla stessa lunghezza d'onda la senatrice Cantini: «Il mio senso di responsabilità come cittadina che consuma energia e crede nella verità mi fa opporre a questo referendum - argomenta - e anche denunciare il fine demagogico e truffaldino di chi usa argomenti sensibili, come la tutela ambientale e del mare, per ben altri fini come l'indebolimento del governo Renzi. Basti vedere che per il Sì stanno insieme estrema destra, estrema sinistra, Lega, Fi e Cinque stelle. La contrarietà la possiamo esprimere non andando a votare, come prevede la Costituzione per i referendum abrogativi e come abbiamo fatto altre volte, oppure votando no». Parole che non sono andate giù al segretario Cgil Rossano Rossi. «Sentire l'appello all'astensione da parte di un parlamentare eletto attraverso elezioni democratiche è inaccettabile - commenta Rossi - la storia italiana è piena di uomini e donne che hanno perso la vita perché fosse possibile esercitare il diritto al voto e alla partecipazione democratica delle scelte del nostro Paese. Noi invitiamo a non rinnegare quelle persone e ad andare a votare, scegliendo il Sì». Filippo Torrigiani risponde direttamente alla senatrice: «A chi vorrebbe associare me e altri amministratori locali a pericolose frange estremiste come Casapound, voglio ricordare che associazioni come Libera di don Ciotti, Cnca di don Zappolini, illustri scienziati e le massime cariche dello Stato e persino il presidente della Corte Suprema hanno invitatogli italiani ad andare a votare». Per il Sì si sono schierati vari partiti e associazioni del territorio. «Con una politica che punti sulle rinnovabili si può fare tranquillamente a meno dell'estrazione di petrolio e gas in tratti di mare che dovrebbero avere tutt'altra vocazione», scrive Rifondazione Comunista. «Ricordiamoci - sostiene Castello a Sinistra - che questo referendum serve a impedire alle grandi multinazionali di avere concessioni per un tempo indefinito». E ancora l'Associazione per la ricostruzione del Partito Comunista: «Votare Sì è un'occasione per ribadire con forza le evidenti contraddizioni di un modello di sviluppo che vogliamo cambiare». Per il Sì anche Libera, Altrapolitica, il Gas Millepiedi di Cerreto e Lega Nord di zona che, per bocca del segretario Marco Cordone, rivendica la campagna a favore del referendum. (m.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
