Attenzione
Sciopero alla Twin disc il piano non convince
La Fiom Cgil: «Sono stati confermati gli esuberi, saranno 19 complessivamente E la proprietà ha ribadito la volontà di esternalizzare la produzione di serie»
LIMITE E CAPRAIA. Un piano industriale inaccettabile. Così lo hanno giudicato quasi la totalità dei dipendenti della Twin disc, azienda del settore navale, dopo l’ultimo incontro alla Città metropolitana. E per protestare contro l’ultima proposta della proprietà hanno fatto sciopero ieri pomeriggio dalle 14 alle 16. Altre iniziative sono previste se non ci sarà un nuovo confronto con l’azienda.
L’unità di crisi metropolitana si era riunita in palazzo Medici Riccardi. Le istituzioni avevano spiegato che stavano «costruendo un percorso per il consolidamento e lo sviluppo, con il contributo di tutti i soggetti». Alla Città metropolitana si era discusso di riorganizzazione, assetto logistico - operativo e gestionale attraverso quesiti specifici posti dal sindacato e dalle Rsu ai quali la direzione aziendale aveva fornito risposte di merito fino al 2019.
La Fiom si era riservata una valutazione più approfondita con i lavoratori nel corso dell'assemblea che è seguita. «Purtroppo il piano industriale - spiega Yuri Campofiloni, responsabile della Fiom Cgil - che è stato presentato ha un solo punto positivo, la conferma del contratto d’affitto del capannone dove si trova l’azienda. Per il resto sono stati confermati gli esuberi prospettati e non diminuiti. Ora sono 19 e non più 27 perché altri otto sono usciti in seguito a pensionamento o altro. E la produzione di serie verrà esternalizzata come avevano già prospettato.Questa in sostanza la presentazione che è stata prospettata alle rappresentanze sindacali e alle istituzioni. Da qui la votazione dei lavoratori della Twin Disc che sono stati chiamati mercoledì ad esprimersi sulla volontà dei vertici dell’azienda che sono rientrati nei giorni scorsi da un viaggio negli Stati Uniti.
«I dipendenti - spiega Yuri Campofiloni - si sono espressi in maniera negativa sul documento e hanno espresso grosse preoccupazioni rispetto al loro futuro sia per la conferma del numero di addetti che verrà messo fuori dall’azienda che rispetto alla prospettiva di esternalizzazione».
Da qui hanno dato mandato alla Rsu di programmare una serie di iniziative di protesta. La prima si è svolta ieri nel primo pomeriggio e al presidio di fronte alla sede dell’azienda hanno partecipato circa il 70% dei 47 dipendenti .
«Se non ci saranno nuovi incontri con la proprietà - va avanti il responsabile della Fiom Cgil - a maggio è previsto un altro sciopero». Dunque la Rsu ha deciso di mantenere lo stato di agitazione in attesa di una risposta da parte dell’azienda».
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