Il Tirreno

Empoli

In sei del Pd contro Renzi: «Voteremo sì al referendum»

In sei del Pd contro Renzi: «Voteremo sì al referendum»

L’appello degli esponenti del partito, tra loro un sindaco e consiglieri dell’Unione: «Il paese deve divenire leader nelle energie rinnovabili ma il governo non ci investe»

2 MINUTI DI LETTURA





Non ci stanno, dicono no all’astensionismo scelto dal segretario nazionale nonché premier del loro partito, Matteo Renzi. E lanciano un appello per il sì al referendum di domenica 17 aprile. Sono un gruppo composito ad aver preso questo decisione con un sindaco e vari consiglieri del Pd all’Unione. Sono Giulio Mangani, sindaco di Montespertoli; Yuri Furiesi , capogruppo Pd in consiglio comunale a Certaldo; i consiglieri dell’Unione Denise Latini, Iury Neri, Matteo Tanzini e Filippo Torrigiani . «Promosso da 9 regioni, nel quale si chiede agli italiani se vogliano abrogare la norma che consente il rinnovo automatico delle estrazioni di gas e petrolio entro le 12 miglia marine - spiegano - dà l'opportunità di rompere finalmente i monopoli delle concessioni estrattive perenni in rispondenza alle regole europee sulla libera concorrenza e rappresenta anche un'ottima occasione per ribadire una volta per tutte quale percorso intraprendere in tema di approvvigionamento energetico. Un percorso che porti il nostro paese a diventare leader mondiale nel settore delle energie rinnovabili».

«Il governo, e il settore pubblico in generale, saranno chiamati a giocare un ruolo cruciale in questa partita - vanno avanti - tanto nel destinare somme significativamente crescenti di spesa pubblica a investimenti in ricerca e sviluppo nel settore delle rinnovabili, quanto nell'agevolare gli investimenti dei privati in tale settore. Il governo italiano non sta andando in questa direzione. L'Unep (il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente) nel suo ultimo rapporto del 2015 dichiara che l'Italia ha visto gli investimenti in energie rinnovabili scendere sotto 1 miliardo di dollari, facendo registrare un calo del 21% rispetto al 2014 e una drastica riduzione rispetto agli oltre 30 miliardi di investimenti del 2011».

«Investire in energie rinnovabili è essenziale, per molti motivi - spiegano ancora - Il nostro paese deve promuovere crescita e sviluppo in mercati in forte espansione, ad alta tecnologia, a basso impatto ambientale e in grado di attrarre investimenti diretti esteri. Il settore delle rinnovabili corrisponde perfettamente a tale descrizione. E' nostro dovere dare un forte segnale al governo in tal senso. Se è vero che ancora per molti anni resteremo schiavi dei combustibili fossili, è vero anche che questo è il momento in cui è necessario sviluppare un Piano energetico nazionale chiaro, lungimirante e all'avanguardia che sia in grado di rispettare e possibilmente anticipare gli obiettivi sottoscritti a dicembre 2015 a Parigi alla Conferenza internazionale sul clima (COP 21). Sappiamo qual è la direzione verso la quale è necessario muoversi. Facciamolo prima degli altri».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa