Sicurezza
Anche i Verdi in piazza contro le trivelle
Damiano Ghiozzi: «Necessario rispettare i limiti di tempo già concordati tra multinazionali e Stato»
EMPOLI. Anche i Verdi in piazza per il sì contro le trivellazioni in mare entro le dodici miglia. Damiano Ghiozzi, che di recente è stato eletto referente dei Verdi per la zona dell’Empolese e la Valdelsa, dopo le iniziative a Firenze sarà presente con un banchino in piazza della Vittoria a Empoli nei pomeriggi di domani e venerdì.
Sul referendum di domenica Ghiozzi dichiara: «Dobbiamo abolire, con il sì al referendum le parole - per la durata di vita utile del giacimento - come prevede la legge di stabilità del 28 dicembre 2015 perchè è necessario, invece, rispettare i limiti di tempo che sono stati già concordati fra le multinazionali e lo Stato italiano».
«E' una decisione importante - spiega ancora l’ambientalista - non ci possiamo astenere dal voto, è un passo in più verso le decisioni prese alla conferenza per il clima di Parigi contro la proliferazione dei gas serra come l’estrazione dell’anidiride carbonica contro cui il comitato di cittadini di Certaldo, Barberino Valdelsa e San Gimignano hanno lottato impedendo ad oggi le trivellazioni in terra a due passi da fiume Elsa la ferrovia e la strada regionale 429».
«E' un passo per invertire i danni prodotti dai cambiamenti climatici per mantenere entro 1,5 gradi centigradi il riscaldamento globale - va ancora avanti il referente di zona dei Verdi - è necessario e utile economicamente uscire prima possibile dallo sfruttamento delle energie fossili incentivando lavoro pulito con le energie rinnovabili, il turismo, la cultura e una pesca equlibrata».
E ancora aggiunge: «Non mettiamo a rischio il "Mare Nostrum" per un po’ di petrolio che forse copre il fabbisogno di sette settimane e che è un affare solo per i petrolieri che versano allo stato cifre ridicole. Per fare un esempio, nel 2015, circa 340 milioni di euro».
Il referente conclude: «Avremmo voluto che questo referendum si fosse svolto con le elezioni comunali per risparmiare 360 milioni di euro ma il governo di Matteo Renzi lo ha impedito per frenare la partecipazione dei cittadini e il raggiungimento del 50%0% più 1 dei votanti e così, sicuramente, la vittoria del si».
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