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Empoli

Il “re” delle biciclette passa il testimone

Il “re” delle biciclette passa il testimone

“Tortellino”, lo storico riparatore di piazza della Vittoria, va in pensione e lascia a Marcello Faraoni

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Un passaggio di consegna all'interno di una storica attività del centro Empoli: Roberto Vezzosi, meglio conosciuto con il celebre nome di Tortellino, abbandona il suo trono come re delle biciclette di Empoli dopo oltre 50 anni di attività in favore del "delfino" Marcello Faraoni. La storica attività di piazza della Vittoria, la Mf Bike, vede così la chiusura di un capitolo di vita che affonda le sue origini in 34 anni di percorsi che hanno fatto passar di qui intere generazioni di empolesi. «Iniziai a muovere i primi passi a Pontorme, all'officina di Osvaldo Billeri - racconta Roberto Vezzosi - e poco dopo iniziai ad affinare la mia tecnica professionale lavorando nelle fila della Maltinti Lampadari. Dal 1982, poi, mi sono trasferito qui dove sono rimasto per ben 34 anni». Roberto ha infatti ereditato quell'attività da Alipio Cei, storico "biciclettaio" che aveva dato luce a quella bottega di somma maestria artigianale subito dopo il primo dopoguerra. Roberto, poi, imparata a dovere la sacra arte del risistemare a dovere le biciclette, ha preso il posto di Alipio ed è diventato il mastro "biciclettaio" che tutti noi conosciamo.

«In 34 anni ho visto passar di qui 3 generazioni di empolesi - dice ridendo - e altrettante ne sono passate prima che arrivassi, quando le biciclette venivano addirittura noleggiate da parte di chi, arrivato ad Empoli in treno o bus, doveva andare nelle molte confezioni a riconsegnare il lavoro». Quando l'economia girava bene e fiorivano copiose le confezioni, erano molte le ragazze provenienti dai comuni limitrofi che si affidavano ad Alipio per prendere in prestito una bici e correre al loro dovere sartoriale per riconsegnare il proprio operato. Quando Roberto ha "messo casa" in questo storico fondo di piazza della Vittoria gli anni del boom economico erano ancora forti e si poteva spendere. «Questo settore non ha mai conosciuto una vera e propria crisi - commenta Roberto - piuttosto ha visto un'evoluzione particolare nel ruolo dei venditori di biciclette. Quando ho iniziato, ad esempio, prima che un cittadino decidesse di spendere anche solo 20 mila lire per aggiustare la sua bicicletta, la ricomprava direttamente. Negli ultimi anni, invece, abbiamo lavorato molto di più nel sistemare i problemi delle biciclette piuttosto che vendere quelle nuove di pacca».

Chiara Capezzuoli

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