Il Tirreno

Empoli

Le trivelle agitano il Pd che va in piazza per il sì

Giacomo Bertelli
Piazza Boccaccio con la bandiera del Pd
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Piazza Boccaccio con la bandiera del Pd

Alcuni esponenti si schierano con il Comitato difesa e tutela della Valdelsa. Il segretario non prende posizione e si trincera dietro una dichiarazione criptica

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CERTALDO. l referendum del 17 aprile che riguarda le trivellazioni in mare e le relative concessioni sta agitando gli ambienti politici certaldesi e la comunità locale che ha ancora negli occhi e nella memoria i dubbi legati al progetto di estrazione dell'anidride carbonica San Paolo, poi scongiurato da una legge regionale che avrebbe perforato le campagne valdelsane alla ricerca del prezioso gas. Il tema del referendum non si lega strettamente al progetto valdelsano ma le forze politiche di opposizione aderiscono convintamente a votare e dicono sì per non portare avanti a tempo indeterminato le trivelle e abrogare così la norma attuale.

Il Pd locale invece non prende una posizione ufficiale, così come spiega in una nota criptica il segretario Giuseppe Lombardo, perché «definire il voto un referendum contro le trivelle non aiuta a capire cosa sarà realmente deciso alle urne». Ma le acque in casa Pd restano comunque agitate perché alcuni esponenti del Partito Democratico sono stati in piazza Boccaccio assieme al Comitato difesa e tutela della Valdelsa per ribadire la loro intenzione di sì a questo referendum. Una posizione ufficiale non emerge ma all'interno della maggioranza locale ci sono molte anime e fronti per il sì, no e astensione che non stanno trovando un punto di incontro. Una sensazione e un dibattito che trova conferma anche nelle parole che arrivano dalla segreteria. Così se da un lato il premier Matteo Renzi, nonché segretario nazionale del Pd, ha invitato all'astensione al referendum, il Pd di via Roma ribadisce "il suo no alle nuove trivellazioni e all'apertura di nuovi pozzi" ma allo stesso tempo non fornisce una chiara indicazione ai suoi tesserati e alla comunità locale sull'indirizzo di voto, aggiungendo che, "per come è posto, il quesito rischia di risultare eccessivamente tecnico".

In attesa di nuovi sviluppi e indicazioni le restanti forze politiche non hanno dubbi e portano avanti convintamente la loro posizione che è quella del sì. Altrapolitica, con il consigliere comunale Eliseo Palazzo "invita tutti i cittadini ad andare a votare per tutelare il territorio". Sulla stessa linea d'onda anche Forza Italia che "non condivide l'invito del premier Renzi a disertare le urne" e ribadisce il suo sì al voto, pensando anche al progetto San Paolo per Certaldo, affinché non vi sia "un mutamento della vocazione di un territorio che necessita di importanti investimenti nel comparto turistico".

Il Movimento 5 Stelle si allinea ai pensieri delle altre forze di opposizione: «Dobbiamo cominciare a fare qualche piccolo passo nella giusta direzione e il primo è votare sì. Bloccare l'attività di piattaforme che estraggono gas e petrolio entro le 12 miglia dalla costa significa rinunciare gradualmente (a scadenza delle concessioni, che hanno tra i 5 e i 10 anni ancora di durata) all'1% circa del consumo nazionale di petrolio e al 2% circa di quello di gas. Ci sembrano obiettivi più che raggiungibili se consideriamo inoltre che investendo nelle risorse rinnovabili si creerebbero posti di lavoro in grado di riassorbire le eventuali perdite dovute alla chiusure delle piattaforme». Il Consiglio dei giovani si ritroverà giovedì 14 aprile alle 14.30 al centro 'I Macelli' assieme a due geologi, Mauro Annese e Roberto Bencini, con un solo intento: informare la cittadinaza su un quesito “eccessivamente tecnico”.
 

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