Sicurezza
Oltre cent’anni di storia rinchiusi nello sgabuzzino
La sede del Fucecchio calcio in un mini-container in un Corsini che rischia l’inagibilità La società chiede interventi, il sindaco Spinelli: «A giorni un incontro con la Figc»
FUCECCHIO. Può una società di calcio - con oltre cento anni di storia - dover "esporre" i propri trofei in uno sgabuzzino di quattro metri per due? E può una società di calcio non avere un campo sussidiario dove allenarsi e degli spogliatoi degni dove farsi la doccia?
La risposta è sì, almeno a Fucecchio, dove lo stadio comunale Filippo Corsini versa in condizioni pietose, in attesa di interventi drastici e costosi difficilmente compatibili con le magre finanze comunali.
L'impianto è gestito dal Fucecchio Calcio, che ora milita nel campionato di prima categoria. Si tratta di trovare una soluzione a questa situazione incresciosa, con una società che rischia di perdere l'agibilità del campo per le condizioni della recinzione, tanto per dirne una. Vi sono stati degli incontri fra la dirigenza del Fucecchio e i rappresentanti del Comune ma per ora la situazione non è migliorata.
Ma andiamo con ordine: la società non ha una sede vera e propria ma soltanto un mini container attrezzato alla meno peggio, che fa da ufficio e sala trofei. E non c'è nemmeno un bar, attività che permetterebbe al Fucecchio di incassare qualcosa in più. Senza dimenticare il sussidiario, che non è utilizzabile perché troppo piccolo, troppo vicino alle mura esterne e con scarsa capacità drenante. Per questo gli allenamenti si svolgono sul campo principale, che così si usura sempre di più. Lo scorso anno vennero adottate anche soluzioni estreme, come fare allenare per tutta la stagione la squadra juniores alle Botteghe. Ma anche questo ha un costo e coi 30.000 euro che arrivano dal Comune la società a malapena riesce a pagare tutte le spese.
A provare a sbrogliare la matassa c'è il sindaco Alessio Spinelli: «La prossima settimana c'incontreremo col commissario della Figc che ci indicherà come muoverci. A quel punto sapremo quanti soldi servono e potremo stanziare eventuali fondi. Purtroppo devo dire che non è più tempo di vacche grasse, che l'unico modo per sopravvivere è ingegnarsi per trovare i fondi. Chiaramente se il commissario ci dicesse che tutto lo stadio è da rifare servirebbe un imprenditore alla Fabrizio Corsi che ricostruisce tutto da capo, che a Fucecchio non c'è. Si potrebbe fare invece come con l'impianto del tennis a San Pierino, dove la società si è sobbarcata un investimento importante per fare due nuovi campi. Io credo che si debba collaborare e cercare di investire insieme».
Marco Sabia
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