Sicurezza
Crisi Lionella, i 20 lavoratori rischiano la beffa
L’azienda potrebbe riaprire altrove, ma la Cgil non ci sta: «Va avviata la procedura di mobilità»
EMPOLI. Era il fiore all’occhiello della moda empolese. Le sue creazioni erano vendute in tutta Europa, in Russia, anche in oriente. Di quelle stoffe pregiate e lavorate con amore e cura si sono vestite anche principesse arabe da mille e una notte. Ma la favola della Lionella Lingerie è stata cancellata in poche ore con una semplice lettera di messa in liquidazione. «Le lavoratrici hanno il diritto di conoscere il loro futuro». È questo il grido che lanciano i sindacati dopo la decisione dell’azienda di Montespertoli del settore moda di chiudere i battenti. Venti dipendenti, delle quali la maggioranza donne intorno ai 50 anni di età, si sono ritrovati appiedati dopo mesi di trattative al tavolo della città Metropolitana che non sono andate a buon fine.
Adesso si spera che l’azienda possa aprire la mobilità per queste artigiane dell’abbigliamento rimaste senza lavoro, ma per ora non è arrivata nessuna comunicazione e la situazione si fa sempre più drammatica. «Siamo convinti che l’azienda non sappia come affrontare il futuro - spiegano Stefano Scibetta e Silvia Mozzorecchi della Filctem Cgil -. Con un atteggiamento assolutamente discutibile hanno presentato la messa in liquidazione, ma in realtà non funziona così. Ci devono dire cosa sarà dei lavoratori e dovranno essere attivate le procedure di mobilità». La proprietà di Lionella Lingerie dunque non può pensare di chiudere senza prima mettere in atto determinate procedure. Le lavoratrici, presenti assieme ai rappresentanti del sindacato chiedono rispetto. Molte di loro infatti vivono una situazione drammatica. Quasi la metà delle dipendenti dell’azienda effettuava lavoro a domicilio e non riceve lo stipendio da 9 mesi, mentre i lavoratori interni non lo percepiscono da dicembre 2015. Anche a questa problematica i vertici di Lionella Lingerie non sono riusciti a dare una risposta. «Capiamo la crisi e le problematiche di mercato che possano aver messo in difficoltà l’azienda ma adesso vogliamo che ci vengano date delle risposte» proseguono dalla Cgil. Si vocifera infatti che l’azienda abbia chiuso ma solo momentaneamente per riaprire tra qualche mese, probabilmente sempre dell’Empolese, senza tenere però di conto degli attuali lavoratori. Si cerca anche di capire i perché di un tracollo così immediato dell’azienda. La Lionella Lingerie infatti è passata di proprietà nel 2012 dalla famiglia Lassi ad Antonella Rossi. Al momento del passaggio di proprietà la famiglia Lassi ha dato l’impegno di supervisionare sulla produzione e in effetti per i due anni successivi alla cessione l’azienda pur tra mille difficoltà è riuscita ad andare avanti. Poi però, una volta diventato definitivo il disimpegno della vecchia proprietà è arrivato il tracollo.
Alessandro Marmugi
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