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l’azienda chiude, parla l’ex proprietaria

Lassi: «Dolore e amarezza per la fine della Lionella»

Lassi: «Dolore e amarezza per la fine della Lionella»

MONTESPERTOLI. Oltre cinquant’anni di storia sbriciolati in pochi mesi. La Lionella Lingerie di Montespertoli chiude e resteranno a casa tutti i 20 dipendenti, in maggioranza donne che da tantissimi...

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MONTESPERTOLI. Oltre cinquant’anni di storia sbriciolati in pochi mesi. La Lionella Lingerie di Montespertoli chiude e resteranno a casa tutti i 20 dipendenti, in maggioranza donne che da tantissimi anni lavoravano nell’azienda e che erano cresciuti con essa. Ed è proprio chi l’azienda l’ha fondata che oggi, venuta a conoscenza della chiusura non crede ai suoi occhi. Si tratta di Roberta Lassi ex proprietaria della storica ditta di intimo di Montespertoli che commenta la decisione della nuova proprietà di mettere in liquidazione l'azienda. «Provo una profonda amarezza e delusione per le sorti della "mia" Lionella - racconta Lassi - azienda fondata nel 1957 dai miei genitori e ceduta a nuovi proprietari nel 2012 nel pieno delle sue capacità produttive. L'azienda cresciuta con passione e duro lavoro – prosegue – era diventata con il tempo una maison di lingerie celebre nel mondo. Sono solidale inoltre nei confronti dei dipendenti che hanno contribuito con lavoro altamente qualificato alla crescita dell'azienda rendendola un'eccellenza del Made in Italy».

Circa un mese fa era stato istituito un tavolo di crisi con Città Metropolitana, lavoratrici, le istituzioni e il sindacato Filctem Cgil. Era stato individuato un percorso che prevedeva il pagamento degli stipendi arretrati (dicembre, gennaio e febbraio) da parte dell’azienda e la cassa integrazione straordinaria di 12 mesi, con . Una soluzione che avrebbe traghettato la Lionella Lingerie ad un potenziale nuovo scenario con il pensionamento di alcune lavoratrici, utilizzando il successivo periodo di Naspi a fronte dell’individuazione di 4 esuberi da parte della direzione aziendale. Una proposta inizialmente accettata dall’azienda di Antonella Rossi (amministratore unico) che però poi si è fatta da parte non partecipando all’ultimo incontro e annunciando con una lettera la messa in liquidazione. Intanto oggi la Cgil attraverso una conferenza stampa approfondirà la vicenda, svelando i dettagli del clamoroso dietrofront della Lionella.

Alessandro Marmugi

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