Il Tirreno

Empoli

falsi incidenti per finanziare la camorra

Truffavano le assicurazioni Un empolese fra gli indagati

EMPOLI. La crisi economica-finanziaria non ha risparmiato la malavita organizzata che per finanziare i clan ha dovuto riorganizzarsi cercando nuove attivit: le estorsioni alle imprese edili erano...

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EMPOLI. La crisi economica-finanziaria non ha risparmiato la malavita organizzata che per finanziare i clan ha dovuto riorganizzarsi cercando nuove attivit: le estorsioni alle imprese edili erano diventate poco redditizie. Sarebbe stato questo, secondo gli inquirenti, uno dei motivi che ha spinto gli affiliati al clan camorrista dei Casalesi presenti in Toscana, a puntare sulle truffe alle compagnie assicurative con falsi incidenti. Il 20% dei risarcimenti finiva direttamente nelle casse del clan, il 30% agli avvocati e il restante 50% veniva diviso tra gli organizzatori, gli 'attori' dei sinistri, il medico legale e il carrozziere.

Proprio il legame con il clan, e quindi l'aggravante dell' associazione a delinquere, la motivazione che ha fatto firmare al gip del tribunale di Firenze Erminia Bagnoli, su richiesta del procuratore Giuseppe Creazzo e del pm della Dda Giulio Monferini, tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e due ai domiciliari. Gli indagati, complessivamente, sono 64: tra loro anche due avvocati e un medico, oltre ai titolari di un'altra carrozzeria e a molti degli “attori” che si sono prestati alle truffe. Nell’elenco anche un empolese del 1969, Andrea Messersì. In carcere, invece, sono finiti Salvatore Mundo, 47 anni, di Napoli (già detenuto a Parma), Marino Cesario, 47 anni originario di Aversa (Caserta) ma residente a Viareggio (Lucca), e Gianluca De Chiara, 25 anni, anche lui della provincia di Caserta. Ai domiciliari invece sono finiti Aldo Castoro, 74 anni, residente a Massarosa (Lucca) e il figlio, Sandro Castoro, 51 anni, residente a Camaiore. I due sono i titolari di una delle carrozzerie dove, secondo l'accusa, sarebbero state “truccate” e poi aggiustate le auto, quasi sempre intestate ad aziende in modo che non ci fosse aumento nelle tariffe delle assicurazioni.

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di Redazione web