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Anche Vinci abbandona il Centro

Anche Vinci abbandona il Centro

Prosegue la fuga degli enti, la onlus a caccia di fondi tra i privati

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FUCECCHIO. E' sempre di più appeso ad un filo il destino del centro di ricerca, promozione e documentazione del Padule di Fucecchio. Un 'ulteriore "mazzata" è arrivata dal Comune di Vinci, che ha deciso di recedere dal contratto che lo legava al centro per motivi legati al contenimento delle spese nel bilancio comunale. Il Comune, come gli altri Comuni, contribuiva annualmente con una cifra simbolica di 1500 euro. A questo punto rimangono solo Fucecchio e Cerreto Guidi sul versante fiorentino e Montecatini Terme, Monsummano, Borgo a Buggiano e Pieve a Nievole sul fronte pistoiese per quella che è l'area umida più estesa d'Italia.

Nei mesi scorsi si erano già allontanati i Comuni di Ponte Buggianese, Larciano, Lamporecchio e Altopascio, insieme a Federcaccia. Vinci è un caso particolare, perché non ha territorio che ricade nell'area umida, però finora era sempre stato uno dei più collaborativi. Pertanto il centro - che ha sede a Castelmartini - tira avanti con le quote dei Comuni rimasti e delle associazioni ambientaliste, oltre che grazie ai finanziamenti per la gestione delle aree protette. Da quando la provincia di Pistoia ha annunciato che non avrebbe più messo gli oltre 40.000 euro per la gestione del suo territorio nell'area protetta, per il centro di ricerca è iniziato un lento ma inesorabile conto alla rovescia verso la chiusura; ai due dipendenti è già stato dimezzato l'orario di lavoro e se non ci fossero i volontari a dare una mano ad ora sarebbe estremamente complicato continuare a fornire il servizio. C'è tempo fino al 30 aprile per stilare il bilancio di previsione: a quel punto il centro saprà quali e quante risorse avrà a disposizione per guardare al futuro, sempre che un futuro ci sia. Il centro, oltre a candidarsi per i vari bandi, sta anche cercando di attirare degli imprenditori che finanzino le attività del centro stesso in cambio di un ritorno d'immagine. Per ora soltanto i cittadini e associazioni ambientaliste - che si oppongono alla chiusura del centro - non hanno mancato di far sentire il proprio appoggio ad un centro di ricerca che da due anni a questa parte è rimasto sempre più solo. (m.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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