Attenzione
Rossi: «Il riassetto è fallito e pagano i lavoratori»
EMPOLI. La riorganizzazione istituzionale intrapresa nel 2014 ad oggi continua a mostrare delle lacune. Ne è convinto il segretario della Camera del lavoro di Empoli, Rossano Rossi, che interviene...
EMPOLI. La riorganizzazione istituzionale intrapresa nel 2014 ad oggi continua a mostrare delle lacune. Ne è convinto il segretario della Camera del lavoro di Empoli, Rossano Rossi, che interviene sulla vicenda della richiesta di cassa integrazione per tutti e 28 i dipendenti dell'Asev. «Purtroppo siamo di fronte all’ennesimo effetto collaterale di un riassetto che non solo non sta dando i frutti sperati - dice - ma sta creando disagi sempre maggiori. Da due anni ormai il governo ha intrapreso una strada che sembra non trovare sbocco. Sono stati cancellati degli enti, come le province, che pur con tutte le loro pecche erano democratici e soprattutto riuscivano a portare avanti funzioni fondamentali come appunto quelle della formazione e delle politiche del lavoro. E questa operazione è stata fatta senza avere bene in mente quali fossero gli scenari futuri. Insomma, si è smontato un meccanismo senza averne uno nuovo pronto per essere introdotto».
Molti addetti ai lavori, non a caso, individuano nella cancellazione delle province la causa principale dei ritardi nella promulgazione dei bandi. Fino al 2014, infatti, a gestire le politiche del lavoro e la formazione erano direttamente le province. Sul territorio toccava al Circondario (l'attuale Unione dei Comuni), in quanto ente equiparato. Poi la riorganizzazione istituzionale ha accentrato la gestione, portandola nelle mani della Regione. «Si tratta di un disegno su cui potremmo anche non essere pregiudizialmente contrari - continua Rossi - tuttavia non è accettabile che si operi un riassetto del genere provocando un vuoto amministrativo lungo due anni. A pagare sono da una parte i lavoratori del settore che adesso si ritrovano in cassa integrazione e dall'altra lo stuolo di disoccupati che da due anni a questa parte non possono più contare sulla formazione gratuita. Tra i servizi offerti dai centri per l'impiego, infatti, quello della formazione rappresentava un colonna che permetteva di avvicinare i giovani senza occupazione al mondo del lavoro e di dare una seconda opportunità a chi invece aveva perso il proprio posto di lavoro».
Tutto ciò in una situazione economica e occupazionale che continua a rimanere difficile. «La ripresa che tanto hanno sbandierato - conclude Rossi - non c'è e gli ultimi dati sull'occupazione dimostrano come l'aumento dei posti di lavoro a tempo indeterminato fosse solo un fuoco di paglia legato agli incentivi statali». (m.p.)
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