Il Tirreno

Empoli

«Prigionieri in casa nostra per tre giorni»

«Prigionieri in casa nostra per tre giorni»

Scoppia la protesta dei residenti di piazza Matteotti: «Certe iniziative meglio farle nel parco di Serravalle»

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. «Ma noi per tre giorni siamo stati prigionieri in casa nostra. Gli stand arrivavano a pochi centimetri dalle abitazioni, per non parlare degli odori delle cotture, che ci hanno costretti a teneri le finestre chiuse e del comportamento dei più maleducati».

Fabio Mangani abita in piazza Matteotti e si fa portavoce del malcontento di un gruppo di residenti, costretti ad affrontare una serie di disagi per la presenza del Mercato Europeo. Che, da una parte ha fatto felici i cento ambulanti protagonisti, gli esercenti della zona e buona parte dei 50.000 visitatori arrivati a Empoli per l’evento e dall’altra ha scatenato la protesta dei residenti.

«Eventi del genere devono essere organizzati fuori dal centro, penso per esempio al parco di Serravalle. Lì c’è tutto lo spazio necessario. Al contrario di piazza Matteotti, dove oltretutto anziché sfruttare l’area interna gli organizzatori hanno posizionato gli stand anche sull’anello esterno». Creando disagi: «Io - come molte altre famiglie che abitano qui - mi sono ritrovato con gente che mangiava la paella sulla porta di casa mia. Per non parlare del fatto che non riuscivo a uscire dal garage con la macchina, perché mi avevano parcheggiato davanti al cancello». Ma la lista, secondo Mangani, è molto lunga: «Subito dopo la fine del mercato si sono messi a smontare gli stand e non abbiamo chiuso occhio fino alle 4. E poi alle 6 è passata la spazzatrice: insomma, ci siamo dovuti accontentare di due ore di sonno, e stamani (ieri, ndr), siamo andati tutti a lavorare». Alcuni residenti di piazza Matteotti si sono rivolti anche all’Urp del Comune per protestare: «L’evento è indiscutibilmente bello. Ha richiamato tante persone, ma in futuro dovrebbero farlo nel parco di Serravalle, non in mezzo alle case. Per fortuna alla fine ce la siamo cavata con auto parcheggiate ovunque, rumori fino a notte fonda, rifiuti dappertutto e traffico a lungo in tilt sulla Statale. Ma poteva andare peggio: penso, per esempio, a cosa sarebbe potuto accadere se uno di noi si fosse sentito male. I soccorsi sarebbero stati lenti, un’ambulanza avrebbe impiegato molto tempo per farsi strada in mezzo a quella folla».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa