Sicurezza
Fondi bloccati per Asev 28 in cassa integrazione
Decurtazione dell’orario per tutti i dipendenti dell’Agenzia
EMPOLI. Tutti i dipendenti dell'Agenzia per lo sviluppo Empolese Valdelsa da ieri sono in cassa integrazione. Un altro fiore all'occhiello per il circondario che viene messo a rischio. Dopo quindici anni di innovazione, ricerca e formazione l'unico modo per riuscire ad andare avanti e non compromettere tutto è stato cercare di ridurre i costi. E così i 28 lavoratori sono stati posti in cassa integrazione per tredici settimane. Per loro è stato adottato un criterio di solidarietà con turnazioni che vanno da un minimo di sei ore ad un massimo di diciotto ore settimanali. All'origine della decisione c'è principalmente il blocco dei bandi sulla formazione professionale derivato dal mancato passaggio di funzioni dalle Province alla Regione. E che proprio alcuni giorni fa Il Tirreno aveva denunciato. Come conferma il direttore dell'Asev, Tiziano Cini, «il ritardo nella promulgazione dei bandi regionali ci ha creato dei problemi a livello di bilancio e abbiamo cercato di tenere duro come meglio potevamo». Alla denuncia la Regione - tramite l'assessore all'istruzione e alla formazione, Cristina Grieco - aveva risposto smentendo il ritardo ("nessuna pausa o ritardo") e dando rassicurazioni sul futuro ("nei mesi scorsi e nei prossimi sono usciti e usciranno bandi per un importo complessivo di 58 milioni di euro"). Sul territorio, però, l'ultima importante iniezione di risorse nel mondo della formazione professionale risale al luglio del 2012 con un bando da più di un milione di euro che si rivolgeva a più figure e settori. Successivamente, a metà del 2014, ne era arrivato un altro che assegnava i fondi residui dello stanziamento del fondo sociale europeo per il periodo 2007-2013, per un importo decisamente inferiore. Poi più niente o quasi.
In questo ultimo biennio -sebbene nel 2014 sia partita la nuova programmazione del fondo sociale europeo che si esaurirà nel 2020 - le uniche voci rimaste attive riguardano la formazione professionale per i giovani fuoriusciti dal percorso scolastico, cioè ragazzi con un'età compresa tra 16 e 18 anni che devono rispondere all'obbligo formativo. Inoltre, c'è l'offerta legata ai poli per la formazione tecnica superiore, che però non ha appuntamenti nell'Empolese Valdelsa. E un progetto, curato dall'Agenzia per lo sviluppo stessa, per l'accompagnamento alla creazione di impresa. Troppo poco, evidentemente, per riuscire a chiudere i bilanci in positivo o quanto meno in pareggio. E così è arrivata una stangata per tutti i dipendenti dell'Agenzia. Quest'ultima, è bene ricordarlo, è una spa a maggioranza pubblica nata nel 2001. Tra i suoi soci la parte del leone la fanno gli undici comuni del circondario (che detengono oltre il 50% delle azioni), affiancati dalla Camera di commercio (per un altro 25%) e da un'altra quindicina di soggetti che detengono poco più dell'1% ciascuno. Tra gli obiettivi dell'Asev c'è proprio quello di rappresentare un punto di riferimento per la realizzazione di nuove strategie per lo sviluppo economico, turistico, sociale e culturale dell'area. Un intendimento che finora era stato sempre confermato con i fatti e con risultati incoraggianti. In base ad una delle ultime ricerche interne promosse dall'ente di via delle Fiascaie nel 2013, su un campione di 136 persone passate dai corsi di formazione risultava che il 68% di essi riuscivano a trovare un lavoro entro sei mesi dalla fine del corso.
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