Il Tirreno

Empoli

la storia di una detenuta del pozzale

Non vede la figlia da un anno Interviene il Garante

Non vede la figlia da un anno Interviene il Garante

EMPOLI. Una storia intricata che si snoda tra una condanna, una detenzione in carcere, una famiglia divisa e pile di carte di tribunali. E che al momento tiene in ostaggio una bambina di 6 anni che...

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EMPOLI. Una storia intricata che si snoda tra una condanna, una detenzione in carcere, una famiglia divisa e pile di carte di tribunali. E che al momento tiene in ostaggio una bambina di 6 anni che vive in un istituto religioso fuori dalla Toscana. Una piccola che da oltre un anno non vede la madre detenuta nel carcere di Empoli.

Una vicenda che è finita nell’occhio del garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana Franco Corleone il quale ha scritto al presidente del tribunale dei minorenni della città in cui vive la piccola per sollecitare l’avvicinamento della figlia alla madre. Che, tra l’altro, sempre secondo quanto scrive lo stesso Corleone, l’ha cresciuta da sola dopo che il padre, subito dopo la nascita, aveva lasciato la famiglia.

La donna, di origine nordafricana e residente nella zona, è stata arrestata a dicembre del 2014, perché sbarcò in Italia con un’auto in cui erano nascosti cinquecento chili di droga. Era da sola la con la figlia, all’epoca di quattro anni, a bordo di un’utilitaria imbottita con oltre mille panetti di hashish.

Da qui la sua vicenda giudiziaria che si è conclusa con un condanna a 4 anni e mezzo. Ora la donna, poco più che ventenne, sta scontando la pena nel carcere di Pozzale. «Il tribunale minorile ha autorizzato incontri protetti da parte dei genitori - spiega Corleone nella lettera al presidente del tribunale - secondo le modalità ritenute opportune dal servizio sociale. Ma la madre della bambina afferma di non aver avuto contatti né diretti, né telefonici con la figlia dal luglio del 2015 mentre era stata portata in carcere nell’ ottobre dello stesso anno. Al contrario le visite sono consentite al padre della piccola che l’aveva abbandonata da quando aveva tre mesi».

Da qui il garante Franco Corleone chiede se sia possibile il trasferimento della bambina in una struttura di Firenze in maniera tale da poter prevedere incontri accompagnando la la madre da sua figlia.

Ma, in una seduta dell’inizio di marzo, il tribunale dei minorenni della città dove vive la bambina, riunito in camera di consiglio, ha confermato l’affido della piccola al Comune dove si trova l’istituto religioso disponendo che la bambina sia “collocata” dal padre secondo le modalità indicate dai servizi sociali.

La madre, però, non si arrende e con l’aiuto del suo legale sta continuando a portare avanti la battaglia per avvicinarsi alla figlia. Tra l’altro a Firenze c’è già una casa famiglia in centro che sarebbe disponibile ad accoglierle entrambe in regime di detenzione domiciliare speciale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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