Sicurezza
Laboratorio all’ospedale contro la meningite
Al via la raccolta per costruire un centro come quello del Meyer
EMPOLI. Realizzare un laboratorio di analisi per la diagnosi della meningite come quello presente al Meyer, da installare nei locali del San Giuseppe di Empoli: è questo l’obiettivo dell'associazione "Stop alla meningite", nata in seguito alla morte del giovanissimo Giovanni Locci, perito l'anno scorso a 13 anni a causa del meningococco di tipo C, prima vittima della spirale di morte che ha colpito l'Empolese Valdelsa da un anno e mezzo a questa parte. L'associazione vorrebbe realizzare un laboratorio come quello fiorentino, così da rendere ancora più veloce la diagnosi, perchè con la meningite spesse volte la differenza la fanno le prime ore. Un progetto molto ambizioso, che a sentire il presidente di Stop alla meningite Antonio Perulli comporterebbe una spesa di almeno 500.000 euro, in base ad una prima stima, relativa "soltanto" ai macchinari e non ai locali, perchè l'idea è quella di affiancare il laboratorio alla zona del pronto soccorso: «Questo è il traguardo che ci piacerebbe raggiungere - ha spiegato Perulli - per tagliare i tempi che servono per capire se un paziente ha la meningite. Diagnosi tempestive salvano le vite delle persone:quella con la meningite è una battaglia contro il tempo e nelle prime ore spesso si decide il destino di una persona».
L'associazione sta già donando macchinari al San Giuseppe, visto che fra poche ore consegnerà ai sanitari dell'ospedale tre strumenti per il controllo dei parametri vitali (temperatura corporea, ossigenazione, pressione sanguinea), che hanno avuto un costo complessivo di circa 5.124 euro, raccolti grazie alle donazioni di semplici cittadini o di altre associazioni, come il comitato che organizza la sagra del pesce a Bassa, che ha messo sul piatto 5.000 euro. Proprio a Bassa viveva il piccolo Locci, venuto a mancare il 7 febbraio 2015: da allora a Cerreto Guidi molte famiglie si sono messe in moto, cercando di creare da quell'immenso dolore qualcosa di buono per la società civile, costruendo dal niente l'associazione prima citata e organizzando tanti eventi allo scopo di raccogliere fondi da destinare anche a sopravvissuti alla meningite, tra cui il fiorentino Tommaso Nistri che - come la campionessa mondiale di scherma paraolimpica Bebe Vio - ha subito l'amputazione di tutti gli arti in seguito ad una meningite. 500.000 euro - se basteranno - non sono esattamente pochi, però se si tiene conto che il nostro circondario conta 170.000 abitanti basterebbe che ognuno di essi donasse una colazione per raccogliere la gran parte della somma. E - visto che nello specifico l'Empolese Valdelsa è l'area più colpita - questo potrebbe spingere la gente a raccogliere i fondi che servono per il laboratorio. Proprio in questo senso va l'evento organizzato per il 10 aprile prossimo, dedicato a Giovanni "Giovi" Locci con Bebe Vio come testimonial, anche se non potrà essere fisicamente presente perchè si sta allenando le Olimpiadi. Il "1° Trofeo Giovi" avrà luogo nel palazzetto di Caracosta a Cerreto Guidi e nasce dall'idea del Club scherma Cambiano di Empoli e della associazione "Stop alla meningite", col patrocinio del Comune di Cerreto Guidi e dell'Asl Centro, oltre alla collaborazione della Misericordia di Cerreto. Nel volantino dell’iniziativa è stata pubblicata una poesia di Giovanni. La manifestazione avrà inizio alle 9, quando i piccoli schermidori - d'età compresa fra i 5 e i 10 anni - si confronteranno sulle pedane, oppure in più semplici esibizioni ludico-motorie, a seconda dell'età. Inoltre le maestre di scherma Elena Cazzato e Patrizia Alby daranno vita a delle lezioni sui fondamenti di quest'arte ai bambini delle scuole elementari del capoluogo e di Bassa. Il Club di scherma ha già provveduto a contattare le scuole di scherma, con la volontà di portare almeno 100-120 bambini. Il ricavato verrà poi devoluto all'associazione. L'evento è stato presentato ieri in municipio a Cerreto Guidi alla presenza del sindaco Simona Rossetti, degli assessori Serena Buti e Maria Angela Castagnoli, della presidentessa del club Cambiano Elena Cazzato, del presidente dell'associazione Antonio Perulli e del governatore della Misericordia locale Luca Prosperi. Oltre a loro il presidente onorario di "Stop alla meningite" Luigi Locci, padre di "Giovi".
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