Proteste
Dal Marocco panetti col marchio della “ditta”
Le sostanze, prodotte con metodi industriali, arrivano dalla Spagna. Spacciatori stipendiati con mille euro al mese
FUCECCHIO. Nel bosco delle Cerbaie ogni mese arrivavano centinaia e centinaia di panetti di hashish dal Marocco dopo un viaggio via terra dalla Spagna. Questa la rotta ipotizzata dai carabineri di Empoli. Fino in Toscana dove i terminal del traffico si sono localizzati nei boschi, spazi vasti dove difficilmente si può localizzare i depositi di sostanze. A meno di attività di controllo e indagini specifiche come quelle fatte dai carabinieri che, con le due operazioni precedenti, hanno portato a nove arresti, 30 chili di hashish, mezzo chilo di eroina e cento grammi di cocaina sequestrati. Alle Cerbaie come a Viareggio e in altre aree verdi della regione.
Qui, secondo gli investigatori, arrivavano quintali di droga prodotta con metodi industriali dove i produttori ostentano perfino la sfacciataggine di timbrare con la propria sigla le singole stecche da cento grammi. Tra l’altro a testimonianza di un avanzato metodo di lavorazione c’è anche il fatto che i pezzi si contraddistinguono per avere tutti lo stesso peso, nè un grammo meno, nè uno di più. E se sorprende il grado di tecnologia a disposizione, lo stesso vale per l’organizzazione messa in piedi dagli spacciatori. Non siamo di fronte a un modello verticistico ma di gruppi collegati e ognuno dedito allo spaccio di una sostanza. Con una contabilità tenuta in maniera ordinata e diligente (a differenza delle condizioni in cui vivevano e mangiavano i giovani arrestati). E con spacciatori stipendiati con mille euro al mese.
Intanto dal sindaco di Castelfranco Gabriele Toti sono arrivati i complimenti per i carabinieri.
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