Sicurezza
Carabinieri con i cani molecolari a caccia di Pierluigi Bellucci
L'unità cinofila fiorentina è arrivata a Limite sull'Arno per aiutare i colleghi di Empoli nelle ricerche del sessantaduenne scomparso da sei giorni
LIMITE SULL'ARNO. Sono arrivati anche Gandalf e Giove, i cani molecolari dell'unità cinofila dei carabinieri di Firenze per cerca Pierluigi Bellucci, il 62enne scomparso venerdì scorso intorno alle 23 da Limite.
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Un mistero al quale nessuno riesce ancora a dare una spiegazione. Il giallo si infittisce e per provare a capire che fine abbia fatto il "cicciaio", come lo chiamano in paese, la mattina di giovedì 24 marzo in riva all'Arno sono arrivati anche i cani molecolari del Centro cinofilo dei Carabinieri di Firenze per provare a fiutare le ultime tracce dell'uomo, per provare a ricostruire che cosa sia successo dopo le 23 di quel maledetto 18 marzo quando Bellucci, dopo aver lasciato la casa del popolo, è scomparso nel nulla.
L'unità cinofila, (reduce da una ricerca nel mantovano) insieme al maresciallo Catalani della stazione di Limite ha fatto tappa nella villetta di via Agaudio dove l'uomo vive con la compagna. Qui, intorno alle 9.30, sono stati recuperati alcuni effetti personali di Bellucci: le pantofole, le solette di un paio di scarpe, i calzini, il rasoio da barba e una bottiglietta d'acqua.
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Presi gli oggetti i carabinieri si sono diretti alla Casa del Popolo di via Dante Alighieri, dove il Cicciaio era stato visto per l'ultima volta e qui sono entrati in azione i due segugi, i cani molecolari Gandalf e Giove. Il primo cane entrato in azione ha fiutato il rasoio di Bellucci ed è partito correndo verso l'argine dell'Arno dove l'uomo è stato visto dirigersi l'ultima volta. Il segugio ha percorso il lungarno fino a Vicolo Cantieri. Qui, dopo una breve sosta,ha proseguito ritornando sulla strada principale per poi dirigersi nuovamente sul sentiero che costeggia l'argine dell'Arno. La corsa del cane è continuata costeggiando il fiume fino al campo sportivo di Limite per poi arrivare praticamente all'abitazione di via Agaudio. Quella è proprio la strada che tutte le sere il Cicciaio percorreva per tornare a casa. Da quando infatti un amico aveva subito un incidente con lo scooter sulla strada principale, Bellucci aveva sempre deciso di passare per sentieri e vie secondarie.
Dopo la prima trance di indagini i carabinieri hanno messo in azione anche l'altro cane, Giove, che dopo aver fiutato la soletta di una scarpa ha nuovamente intrapreso il solito percorso del collega,passando questa volta direttamente dalla parte bassa dell'argine dell'Arno con al seguito parenti e amici di Bellucci accorsi per avere notizie. Fino alle 12 quando il lavoro del centro cinofilo si è interrotto. I cani dunque hanno individuato il percorso abituale dell'uomo ma non è detto che Bellucci sia passato di lì il giorno stesso della scomparsa. Le tracce potrebbero risalire anche ai giorni precedenti, nessun indizio in più dunque, nessuna novità rispetto a quanto si sapeva fino ad oggi.
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I carabinieri stanno cercando di vagliare anche le immagini delle telecamere di un'abitazione che si trova in vicolo dei Cantieri, ma a quanto pare nei filmati non c'è niente di utile per le indagini Tutto resta fermo alle 23 di venerdì quando Bellucci ha lasciato il circolo. Da lì la sua vita sembra stata inghiottita da un buco nero. Allontanamento volontario? Incidente? Suicidio? La scomparsa si tinge di giallo. Proseguono le indagini canoniche da parte dei carabinieri, intanto i parenti continuano a mobilitarsi sui social e un appello è stato fatto anche ieri sera nel corso della trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?". Tutti si chiedono che fine abbia fatto il Cicciaio.
Venerdì 18 marzo, come accadeva praticamente ogni sera, Pierluigi si era recato alla Casa del Popolo di Limite in via Dante Alighieri per passare una serata in compagnia degli amici. Qualche chiacchiera, una bevuta in compagnia poi intorno alle 23 ha salutato tutti e se n’è andato. Da quel momento il vuoto, di lui non si è saputo più niente. Sul tavolo aveva lasciato il marsupio con telefono, documenti, soldi, bancomat ed alcuni sigari. Niente di allarmante, visto che il Cicciaio spesso dimenticava i suoi effetti personali al bar per poi passarli a riprendere il giorno dopo. Lasciata la casa del popolo avrebbe dovuto raggiungere il circolo delle Pubbliche Assistenze in via Negro dove avrebbe incontrato la compagna che si trovava lì ad una festa. In giornata però l’aveva preventivamente avvertita: «Non so se passerò dal circolo, se non ho voglia vado direttamente a casa». Al circolo Pierluigi non ci è mai andato, ma poi non è nemmeno tornato a casa nell’abitazione della compagna che si trova in via Agudio a circa 1 chilometro e mezzo da dove è stato avvistato l’ultima volta, fuori dalla casa del popolo seduto su una panchina. Lo hanno aspettato tutta la notte invano, di lui da quel maledetto momento non si è vista più traccia.
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