Finanza
Morta in casa per il monossido
Per riscaldarsi la donna aveva acceso il camino che ha provocato le esalazioni
FUCECCHIO. Una storia di una morte e un dramma della solitudine : Carla Carli era sola in casa e aveva acceso un caminetto per scaldarsi. Un caminetto che, quasi sicuramente, alla fine l'ha uccisa. La donna, 62 anni residente in via del Forrone a Fucecchio, è morta ieri mattina nella sua abitazione - dove viveva da sola non avendo né marito e nè figli - per le esalazioni che avevano fatto salire esageratamente la presenza di monossido di carbonio nell'aria. A nulla è servito l'intervento dell'ambulanza del 118 (chiamata dalla stessa donna alle tre del mattino): quando il medico è arrivato si è trovato dinanzi ad un altro problema e cioè come entrare nell'abitazione, perchè la donna non riusciva ad andare ad aprire. Da qui la chiamata ai vigili del fuoco, che sono arrivati dal Terrafino e hanno permesso ai soccorritori di entrare alle quattro circa. Purtroppo, nonostante ripetuti tentativi per rianimarla dopo averla portata fuori, non c'è stato nulla la fare e la donna - che già respirava malissimo - è andata in arresto cardiaco prima che l'ambulanza potesse partire verso l'ospedale. I pompieri hanno registrato nell'aria una forte presenza di monossido di carbonio, notata anche dai volontari della pubblica assistenza di Fucecchio quando sono entrati. Quando il monossido satura l'aria, il corpo infatti non riesce a fornire il giusto apporto di ossigeno a cervello e cuore e la morta sopravviene per asfissia. Oltretutto, se le finestre sono chiuse come nel caso in questione, il fuoco consuma più velocemente l'ossigeno presente nell'aria, proprio perchè non c'è un ricambio con l'ambiente esterno. Purtroppo il mancato ricambio d'aria crea una sorta di camera a gas, che in primis fa perdere lucidità alla vittima stordendola. Poi, se non si arriva in tempo all'ospedale in pochi minuti, può sopraggiungere la morte. La donna molto probabilmente si era addormentata col camino acceso, per poi svegliarsi ed accorgersi del monossido e degli effetti che stava avendo su di lei. Carla Carli è certamente deceduta soltanto perchè voleva scaldarsi in una notte fredda, avendo nella sua abitazione unicamente il caminetto come fonte di calore: camino sul quale - ma non in tempi brevi - gli stessi vigili del fuoco (su disposizione del magistrato) potrebbero far partire alcune verifiche. Una donna che viveva da sola e - nel momento della difficoltà - ha utilizzato le ultime forze per chiamare il 118, riuscendo soltanto a dire che stava molto male. Il 118 a quel punto ha inviato un'ambulanza e l'automedica. La donna faceva l'operaia in un borsettificio di Ponte a Cappiano e viveva in via del Forrone, in una abitazione abbastanza vecchia. I vicini la aiutavano, come ci ha spiegato una di loro:«Era una donna tranquilla, con la quale c'era un bel rapporto. Ogni mattina controllavo che avesse aperto le finestre perchè quello era il segno che era uscita di casa. Se aveva un piccolo bisogno noi cercavamo di esserle vicina e mi dispiace di essermi accorta di cosa stesse avvenendo solo con l'arrivo dei soccorsi». Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Fucecchio e la salma è stata portata per l'autopsia all'istituto di medicina legale di Firenze, dopo che i parenti più prossimi erano stati avvertiti della tragedia.
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