La manifestazione
Presa banda da 300 colpi
Sei dei dieci arrestati sono di Castelfiorentino. I furti in bar e abitazioni
Furto pluriaggravato in concorso e continuato, porto d'armi illegali e ricettazione. Sono questi alcuni degli oltre cento capi di imputazione contestati alla banda di cittadini albanesi sgominata dai carabinieri di Siena. Dieci dei componenti, di età compresa tra 20 e 38 anni, sono stati arrestati mentre un membro è stato individuato in Albania e un altro ricercato. Dei dieci malviventi, sei sono domiciliati a Castelfiorentino, due a Prato, uno a Monteroni d'Arbia (Siena) e uno a Marradi. Proprio questi ultimi due sono risultati essere i fiancheggiatori che segnalavano alla banda gli obiettivi più sensibili da colpire.
Da marzo 2015 a febbraio 2016 sono stati 300 i furti messi a segno in particolare contro esercizi commerciali con la tecnica della cosiddetta spaccata e con i malviventi che rubavano in precedenza auto da usare poi come arieti nei colpi anche in aziende agricole. Ma non solo: dalle indagini portate avanti dalla compagnia di Siena, tra i colpi che la banda avrebbe messo a segno ci sono anche 150 furti in sale di video-lotterie, bar e locali pubblici con la sottrazione di slot machine e cambia monete. Settanta circa i furti nelle abitazioni con un centinaio di mezzi portati via che la banda utilizzava per gli spostamenti e che poi sono stati restituiti ai proprietari. I furti si ripetevano anche più volte nel corso di una stessa notte, prima nelle abitazioni e poi nei centri commerciali.
A tradire i componenti del sodalizio gli autovelox e i cellulari che li localizzavano sempre nelle zone dove venivano commessi i furti, oltre alle intercettazioni ambientali e i gps che i carabinieri sono riusciti a posizionare nelle vetture rubate, anticipando le mosse dei malviventi.
La banda, strutturata in maniera verticista e che si riuniva in bar gestiti da connazionali per pianificare i colpi, agiva divisa in due gruppi che si spartivano la Toscana con colpi nella zona nord nelle province di Firenze, Lucca e Prato e quella sud con colpi nel senese. Tra questi una parte consistente effettuati tra Empoli, Fucecchio e Certaldo. A caratterizzare i malviventi l'uso oculato dei telefonini che venivano spenti al momento del colpo, il cambio frequente della scheda sim e furti che non duravano mai più di 2-3 minuti. Altra caratteristica: non agivano mai il sabato e la domenica. E infine gli obiettivi da colpire erano per la maggior parte in zone di campagna in modo da poter utilizzare più agevolmente di vie di fuga. «L'attività di indagine è stata svolta in poco tempo e in modo capillare, costante e certosina» ha dichiarato il procuratore capo della Repubblica di Siena Salvatore Vitello sottolineando l'operato dei carabinieri che, per salvaguardare l'incolumità pubblica sono anche riusciti a sottrarre ai malviventi un fucile a canne mozze con la matricola abrasa (e pallottole calibro 12) di cui si erano dotati, recuperandolo di notte nel covo della banda impegnata a compiere un furto.
Nel corso delle indagini è stata recuperata varia refurtiva: gioielli, contanti e apparati elettronici del valore di 90mila euro. Più è stato sequestrato un vasto corredo di attrezzi da scasso.
Al momento sono in corso ancora indagini per capire chi abbia fiancheggiato la banda, o batteria come viene definita dagli investigatori. Gli accertamenti continuano ancora tra Castelfiorentino, Montaione e Gambassi.
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