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La Regione batte la pista degli investitori privati

La Regione batte la pista degli investitori privati

Non sono più a disposizione i soldi promessi dall’ex assessore Marroni L’Asl: «Stiamo vagliando percorsi alternativi al finanziamento pubblico»

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Dopo tre anni dallo sgombero il blocco A del Santa Verdiana sembra non avere un futuro e che sia destinato a rimanere ospedale fantasma a lungo. Ormai anche il reparto di radiologia è stato trasferito e la palazzina ristrutturata nel 2010 è completamente abbandonata. Regione Toscana e Asl stanno cercando di reperire le risorse necessarie per consolidare la struttura e renderla nuovamente agibile ma trovare fondi in questo momento appare davvero come una missione impossibile. I soldi promessi nel 2013 dalla Regione e che dovevano essere spalmati in 5 anni sono stati congelati e adesso cosa ne sarà della struttura resta un’incognita. Ma al vaglio ci sono nuove possibilità come ad esempio quella di un finanziamento da parte di privati.

Adesso è operativa soltanto l’ala più vecchia del nosocomio dove sono concentrati tutti i servizi. Dal centro trasfusionale alla radiologia, passando per la riabilitazione, il punto prelievi e quello di primo soccorso. Sono ancora presenti inoltre la guardia medica, neurologia, preparazione alla nascita e gli ambulatori specialistici. Ma non è abbastanza visto che con la chiusura della palazzina l’ospedale ha perso il 50% della struttura utilizzabile.

Lo spreco resta enorme ed ecco che devono essere trovate al più presto delle soluzioni per provare a recuperare la struttura oggi inagibile. L’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi era intervenuta, poco più di un mese fa in un assemblea pubblica a Certaldo, parlando del caso Santa Verdiana spiegando che «al momento non ci sono risorse per intervenire a causa del patto di stabilità». Ma la situazione potrebbe presto cambiare anche perché la Asl sta vagliando diverse strade. «L’azienda sta valutando anche percorsi alternativi al finanziamento pubblico – spiega Manuele Dell'Olmo, direttore del dipartimento tecnico dell’Asl a Empoli - come ad esempio la possibilità di convogliare sul progetto di recupero della struttura di Castelfiorentino finanziamenti privati».

Questa potrebbe essere la nuova via per recuperare fondi, coinvolgendo magari istituti di credito o grandi aziende del territorio pronte a investire il proprio denaro per ridare nuova vita all’ospedale abbandonato. Resta ancora da chiarire come: se consolidando la struttura attuale oppure invece demolendola e costruendone una nuova. Sono diverse le ipotesi al vaglio anche perché come conclude Dell’Olmo: «L'azienda Asl e la Regione Toscana hanno come assoluta priorità quella di recuperare o ricostruire il presidio ospedaliero di Castelfiorentino».

(a.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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