Toscana
I capannoni con l’amianto non fanno più paura
Il sindaco: «Presto le coperture dello scatolificio saranno messe in sicurezza» Il comitato dei cittadini: «Vigileremo e siamo pronti a rivolgersi alla magistratura»
SOVIGLIANA. «O i capannoni dello scatolificio saranno messi in sicurezza, oppure siamo pronti a presentare un esposto alla Procura della Repubblica». Questo l’ultimatum del comitato di cittadini nato a Sovigliana per protestare contro la presenza di amianto nei due edifici del Leonardo.
«Abbiamo fatto alcuni incontri con la proprietà ed esponenti del Comune di Vinci - dice Brunello Marini, segretario del comitato - ricevendo l’assicurazione che saranno effettuati interventi per ridurre il pericolo di dispersione di amianto delle coperture. Siamo ansiosi di vedere come saranno realizzati questi lavori e di sapere, da parte dell’Asl, se si tratta di opere in grado di limitare i rischi di contaminazione dall’inquinante. E se ci fossero problemi ci faremo sentire finalmente con la magistratura». Il tutto in attesa di capire il futuro dell’area che è stata trasformata in edificabile per civili abitazioni con un piano già quasi deliberato da parte del Comune.
L’incontro tra i soci. Lunedì alle 18, nella sede distaccata del Comune di Vinci a Sovigliana i soci del Comitato si riuniranno per fare il punto della situazione dopo la serie d’incontri avuti con l’amministrazione comunale e la proprietà dello scatolificio Leonardo. «Aggiorneremo le persone che aderiscono al nostro gruppo sugli sviluppi recenti - prosegue Marini - Speriamo davvero sia la volta buona per cominciare a vedere la fine di una vicenda che dura ormai da troppo tempo. Il sindaco e la sua giunta si sono dimostrati molto attenti alle nostre rimostranze e l’azienda si è detta disponibile a intervenire. Non si tratterà, però, di una rimozione, ma di una operazione di messa in sicurezza su cui vigiliremo. In fin dei conti i due capannoni si trovano in mezzo a un centro abitato e sono vicini a un asilo. Abbiamo tutto il diritto di protestare e chiedere un cambiamento della situazione».
Una storia lunga. La storia dei capannoni contestati a Sovigliana comincia nel 2006, quando l’Asl effettua un sopralluogo per verificare le condizioni delle coperture in eternit. Il responso è inequivocabile: «Si consiglia la rimozione dell’amianto». Il Comune ha fatto una prima ordinanza per chiedere alla ditta la rimozione. «Ordinanza che è stata praticamente ignorata», dice Marini. Poi l’amministrazione comunale ne fa un’altra, ordinando d’indicare tempi e modalità per l’eliminazione dell’amianto, «ma, visto che anche questa viene disattesa, dagli uffici comunali parte una sanzione a cui, però, non segue più nulla», sottolinea ancora il segretario del comitato che aggiunge: «Abbiamo chiesto una ulteriore ispezione dell’Asl, ma la risposta è stata che se il pericolo amianto c’èera già nel 2006 figuriamoci adesso. Un nuovo controllo significherebbe far chiudere l’azienda, cosa che noi non vogliamo accada. Una soluzione negativa che si verificherebber, probabilmente, anche in caso di esposto alla Procura da parte nostra».
Si spera nell’immobiliare. Lo scatolificio Leonardo, infatti, è ancora attivo. Uno dei due capannoni è adibito a magazzino della carta, nell’altro, invece, si realizza la produzione. Il lavoro va avanti in attesa di cominciare a mettere in sicurezza i due edifici industriali. Ma aspettando anche notizie da parte del Comune sul piano edilizio predisposto per la zona. Una prospettiva interessante per le sessanta famiglie che vivono attorno a queste due strutture produttive, ma che dovrà comunque fare i conti con una situazione del mercato edile e immobiliare che non è proprio roseo.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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