Sicurezza
Era custodita del convento delle Benedettine
L'opera “Crocifissione” (realizzata da Niccolò di Tommaso, attivo 1343 - 1376, elemento di altarolo portatile in cornice di legno dorato, tempera su tavola 54x25) era parte del patrimonio del...
L'opera “Crocifissione” (realizzata da Niccolò di Tommaso, attivo 1343 - 1376, elemento di altarolo portatile in cornice di legno dorato, tempera su tavola 54x25) era parte del patrimonio del Convento delle Benedettine di Empoli che si trovava, in origine, fuori Porta Pisana; poi, dopo le distruzioni provocate dall'assedio del 1530, si trasferì nell'ex ospedale dei Pellegrini in via dei Neri.
Gran parte del patrimonio del Convento, come questa tavola, è passato in donazione alla Pinacoteca nella seconda metà del XIX secolo.
Si tratta di una piccola e affollata Crocifissione, cuspidata (forse parte centrale di un trittico da camera) con i Dolenti, le Pie Donno e Longino (ultimo sulla destra).
L'iconografia è quella tradizionale con la Maddalena aggrappata ai piedi della Croce e gli altri dolenti colti con espressioni fortemente tipizzate di dolore.
Sopra la croce dentro il nido, la figura del pellicano che si lacera il petto con il becco per nutrire col proprio sangue i piccoli, è allusiva del sacrificio di Cristo sulla croce.
Tutta la tavoletta, nata per essere osservata da vicino, vista la funzione devozionale privata, è di rara ricchezza cromatica ed è arricchita dal eleganti punzonatore che segnano i nimbi delle aureole oltre che il perimetro interno della cornice.
Interessante che Longino, la cui santificazione avvenne nel 1340 sia l'unico personaggio a non avere l'aureola; attorno alla sua testa si nota una incisone quasi a tracciare un nimbo, che potrebbe essere stata fatta successivamente alla data di esecuzione dell'opera.
Tutta la tavola si connota per l'uso di colori preziosi e estremamente brillanti.
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