Gioco
Colpo da un milione di euro nel maxi-deposito delle scarpe di lusso
Ecco la ricostruzione del colpo a Stabbia, dove sono state rubate tremila paia di prodotti griffati Zenobi in un capannone sprovvisto di allarme e videosorveglianza
CERRETO GUIDI. Stavolta il colpo è davvero grosso: il valore commerciale della refurtiva supera il milione di euro. Migliaia di paia di scarpe griffate Zenobi (marchio storico, tanto che le prime produzioni risalgono al 1946) e destinate ai mercati di mezzo mondo, dall’Europa fino alla Cina e al Giappone. Un intero magazzino svuotato, fatta eccezione per alcune decine di scatoloni, abbandonati sul piazzale, probabilmente perché non c’era più spazio sul furgone. Il maxi-furto è stato messo a segno all’interno del deposito della calzoleria Forward. I ladri si sono presentati in via della Repubblica a Stabbia, nel cuore della notte. E hanno messo in atto il loro piano senza particolari difficoltà.
Perché la zona industriale era ovviamente deserta. E il magazzino è “indifeso”: nessuna telecamera di videosorveglianza, niente impianto di allarme e, almeno secondo quanto è emerso, niente copertura assicurativa, nonostante l’elevato valore della merce stoccata all’interno. Hanno forzato un cancello, sono entrati all’interno del piazzale con il loro furgone e si sono diretti verso una porta laterale, dotata di maniglia antipanico e utilizzata come uscita d’emergenza. L’hanno forzata e a quel punto hanno iniziato a svuotare l’enorme deposito. Hanno caricato uno dopo l’altro decine di scatoloni, contenenti complessivamente tremila paia di scarpe. Che vengono realizzate (completamente a mano) in parte in Cina e poi rifinite nell’azienda di Stabbia (che si trova accanto al magazzino), per poi essere esportate, dirette verso i mercati del lusso. Perché ogni paio di scarpe ha un costo di produzione medio di centocinquanta euro e viene venduto a circa quattrocento euro.
A fare la scoperta-choc, la mattina di venerdì 11 marzo, è stato il titolare della calzoleria, un imprenditore cinese che lavora in zona da decenni. Ha trovato il cancello forzato, poi ha visto alcuni scatoloni abbandonati sul piazzale e nel giro di pochi passi il terribile presagio ha lasciato il posto a una scena decisamente amara: il capannone era completamente vuoto. Non gli è rimasto altro che chiamare i carabinieri, per denunciare il furto. In via della Repubblica, insieme ai militari della compagnia di via Tripoli a Empoli, sono arrivati anche gli uomini della Sezione investigazioni scientifiche di Firenze, che hanno effettuato una serie di rilievi, prendendo anche le impronte lasciate dai ladri durante il colpo, sia sulla porta, sia sugli scatoloni di scarpe lasciati sul piazzale, forse perché non entravano più nel furgone della banda o forse perché i malviventi sono stati “disturbati” dal passaggio di qualcuno e hanno preferito non correre rischi, visto che avevano già messo insieme un bottino decisamente importante.
Ma le indagini dei carabinieri si preannunciano complicate. Perché il capannone (che viene utilizzato per lo stoccaggio delle scarpe da tantissimi anni ma non era mai stato visitato dai ladri), non è dotato di telecamere. Gli inquirenti hanno effettuato anche una serie di accertamenti nella zona industriale, per capire se gli impianti di videosorveglianza di altre aziende hanno filmato almeno l’arrivo o la fuga del furgone. Ma l’operazione richiederà molto tempo, complice il fatto che non si conosce l’orario del furto.
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