Gioco
Sospeso nel vuoto al terzo piano salvato da due carabinieri-eroi
La pattuglia era intervenuta per un litigio di una coppia in un’abitazione del centro L’uomo all’improvviso si è buttato dalle scale ma i militari sono riusciti a riprenderlo in extremis
EMPOLI. Ha trattenuto il respiro più forte che poteva, non ha guardato in fondo alle scale, in quel vuoto dal terzo piano, dove stava sospeso un uomo che lui cercava di salvare da morte sicura. E, alla fine, ci è riuscito con l’aiuto del suo collega: i due carabinieri hanno agguantato per le gambe quella persona che aveva deciso di farla finita gettandosi dal pianerottolo di casa sua. E gli hanno salvato la vita.
Fabio Cagnazzo e Telemaco Russetti lo hanno fatto con uno slancio di amore verso quell’uomo che fino a pochi istanti prima era accanto a loro, disperato e in preda all’alcol. Con il senso del dovere che sta nella scelta di fare il carabiniere mettendo a repentaglio la loro vita per un’altra. Perché quando Fabio Cagnazzo ha ripreso quel corpo già proiettato verso il piano terra, poteva seguirlo in quel volo. Ma il suo fisico lo ha protetto e il collega che era a poco distanza da lui ha completato l’opera.
Quasi un miracolo, quello dei due militari del nucleo radiomobile della compagnia di Empoli, poche volte al centro di grossi fatti di cronaca. Ma che spesso riescono a compiere piccole imprese impossibili. Sì perché se i due carabinieri non fossero riusciti a riprendere quell’uomo per le scale, l’8 marzo a Empoli avrebbe avuto un sapore totalmente diverso. L’intervento del 112, nella notte tra il 6 il 7, è partito dalla chiamata di una donna intimorita e preoccupata perché davanti alla sua porta di casa, verso le una, si era presentato il compagno in forte stato di alterazione e che voleva entrare dentro in tutti i modi. La donna si era opposta perché in passato c’erano stati violenti litigi. Con minacce e botte.
Da qui la paura di lei e la sua opposizione a farlo rientrare nell’abitazione, in un piccolo condominio al terzo piano, in cui c’era anche il figlio piccolo della coppia. Il compagno, però, insisteva urlando che quella era anche casa sua. E non voleva sentire di altre soluzioni.
La donna allora ha chiamato il 112. La pattuglia è arrivata in pochi minuti e ha trovato l’uomo davanti alla porta. Era a sedere sui gradini delle scale e si reggeva in piedi con difficoltà per gli effetti dell’alcol. Russetti ha suonato il campanello e ha chiesto informazioni alla donna. Il collega ha fatto altrettanto con l’uomo.
Due “fronti” da gestire in una situazione di agitazione, a pochi metri l’uno dall’altro. Russetti si mette ad ascoltare il racconto della donna, tra difficoltà e violenze subite in passato e nel presente dal convivente, Fabio Cagnazzo, intanto va accanto all’uomo e cerca di tranquillizzarlo. Ma, all’improvviso, la scena cambia. L’uomo affranto e disperato sulle scale ha uno scatto d’ira. E dopo esser respinto più volte dalla donna inizia a urlare: “Allora bene, se è così la faccio finita”. Si avvicina di scatto alla ringhiera e si butta di sotto. Nemmeno un secondo e Cagnazzo gli va dietro e riesce a riprenderlo in extremis per una gamba. Lui stesso si fa male sbattendo violentemente le ginocchia contro il ferro della ringhiera.
Ma ha un fisico forte e regge l’urto. Regge il corpo dell’uomo sospeso nel vuoto, regge il dolore. E riesce anche a rimanere ben saldo sul pianerottolo senza andargli dietro nel vuoto che delimita le rampe.
Passa un altro secondo e Telemaco Russetti è accanto a lui a reggere quel peso che diventa enorme. Passano minuti interminabili, come racconteranno dopo i due militari. Riescono a tirarlo su poco alla volta, per le braccia, per la cintura e alla fine il percorso all’indietro è completo. L’uomo è salvo.
Ora tutto diventa facile: arriva l’ambulanza e l’uomo viene portato all’ospedale. Anche Cagnazzo andrà poi al pronto soccorso perché le gambe gli fanno male. Ma quando rientrano in caserma si prendono i complimenti del comandante della compagnia, Giorgio Guerrini. E i due con umiltà rispondono: «Non abbiamo fatto niente di eccezionale, solo il nostro lavoro».
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