Il dolore
Troppa burocrazia basta gite con i prof
Il dirigente Bertelli: «Ma chi fa le circolari conosce la realtà?»
di Marco Sabia
EMPOLI
Mission impossible - operazione gita scolastica. Potrebbe intitolarsi così un ipotetico capitolo della saga di Tom Cruise, stavolta ambientato nelle scuole superiori dell'Empolese Valdelsa, dove accompagnare i ragazzi in gita sta diventando sempre più complicato e sfiancante, una vera e propria missione impossibile, soprattutto a causa delle disposizioni del ministero dell'istruzione. Quindi non tanto per gli animi a volte un po' troppo caldi dei ragazzi quanto piuttosto per tutti gli adempimenti a cui devono sottostare insegnanti e dirigenti. E così finisce che qualcuno di loro minaccia di gettare la spugna, dando l'addio ai viaggi d'istruzione, un passaggio e un'esperienza da cui tutti siamo passati.
A dirlo è il preside dell'istituto superiore Pontormo di Empoli Tommaso Bertelli:«Stante la situazione attuale se fossi un insegnante smetterei di accompagnare i ragazzi , perchè oggigiorno siamo oberati di una burocrazia che ci uccide. Mi chiedo se chi fa queste circolari conosce la realtà dei fatti».
Bertelli si riferisce alla circolare del ministero del tre febbraio 2016, nel quale in pratica si "raccomanda" agli insegnanti di vigilare sulla condotta degli autisti (se bevono o se fanno uso di sostanze), oppure sulla velocità del mezzo o sul numero delle soste. Senza dimenticare il particolare più curioso, in quanto - sempre secondo la stessa circolare - presidi e/o accompagnatori devono verificare l'idoneità del bus al trasporto di scolaresche e insegnanti. "«In maniera empirica - si legge nel vademecum della polizia stradale allegato alla circolare ministeriale - si dovrà prestare attenzione alle caratteristiche costruttive, funzionali e ad alcuni dispositivi di equipaggiamento: l'usura pneumatici, l'efficienza dei dispositivi visivi, di illuminazione, dei retrovisori».
Su questo il preside Bertelli è decisamente laconico:«Per conto mio stiamo rasentando la follia - continua - va bene stare attenti ai ragazzi ma né io né gli insegnanti abbiamo le competenze per capire se un mezzo è idoneo a viaggiare. Noi prima del viaggio comunichiamo quanto di dovere alla polizia stradale ma spiegatemi come fa un docente a capire se un autista ha bevuto oppure se gli pneumatici sono gonfi al punto giusto? Se si continua di questo passo i ragazzi saranno costretti ad andare in gita...coi genitori».
Bertelli ha aderito - come decine di altri colleghi di tutta Italia - al documento/manifesto "Liberate la scuola", per richiamare l'attenzione sulla "situazione insostenibile" in cui operano quotidianamente e nel quale si evidenziano "condizioni di lavoro difficilissime" che hanno ricadute su docenti, personale ausiliario, tecnico, amministrativo e di conseguenza sugli studenti. Una situazione che i dirigenti scolastici imputano all'eccesso di burocrazia, ad una normativa farraginosa e a responsabilità insostenibili che "rendono impossibile innovare e migliorare la qualità del nostro sistema scolastico".
Il riferimento va anche alla cosiddetta "culpa in vigilando", che riguarda pure la sorveglianza che gli insegnanti devono prestare ai loro alunni: i soggetti tenuti alla sorveglianza sono esonerati da responsabilità per i danni cagionati dai sorvegliati solo se provano di non aver potuto impedire la commissione del fatto. Insomma, la situazione è abbastanza intricata: organizzare una gita e condurla in porto sta diventando un'odissea, sia per i presidi che per gli insegnanti.
E anche negli altri istituti del territorio hanno preso provvedimenti:«Sono disposizioni note - spiega il dirigente del Virgilio Alessandro Marinelli - in cui si ribadiscono alcuni concetti. Va detto che i problemi nelle gite ci sono sempre stati ma in linea di massima i professori continuano ad accompagnare i ragazzi. Non tutti, parlo dei docenti che hanno un certo rapporto coi ragazzi, mentre altri evitano. Chiaramente non spetta a noi fare i "poliziotti", ci vuole buonsenso: stiamo con la guardia alzata e le antenne dritte ma di certo non può essere l'insegnante a controllare la manutenzione di un autobus».
Discorso simile quello della dirigente del Ferraris Brunelleschi Daniela Mancini:«L'insegnante deve essere presente e raggiungibile durante il viaggio: noi per stare tranquilli controlliamo prima ogni aspetto, ogni certificazione. Dall'altra parte devo dire che un margine di rischio rimarrà sempre, i professori lo sanno».
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