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Empoli

L’argine cede due volte in 11 giorni sfiorato il disastro nell’Arno

L’argine cede due volte in 11 giorni sfiorato il disastro nell’Arno

A Capraia si rompe di nuovo il collettore fognario, task-force di sette ore per evitare il crollo della maxi-conduttura che attraversa il fiume e trasporta i reflui al depuratore di Pagnana

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CAPRAIA E LIMITE. Il danno c’è, ma si è evitato il disastro. Resta da capire perché l’argine destro dell’Arno abbia ceduto rompendo un collettore fognario per due volte nel giro di undici giorni; ma anche se c’è un legame tra il problema e i lavori di realizzazione della cassa di espansione a Fibbiana.

Intanto però la task-force andata avanti fino alla tarda serata di giovedì ha evitato la rottura di una maxi-conduttura che raccoglie gli scarichi di Capraia e Limite, passa sotto l’Arno e li porta al depuratore di Pagnana: un’eventualità che avrebbe avuto gravissime condizioni sia sul piano ambientale, con un enorme sversamento di scarichi nel fiume, sia dal punto di vista economico (si va nell’ordine dei milioni di euro).

La prima rottura si era verificata il 22 febbraio scorso e riguardava la condotta cruciale che ha il compito di raccogliere i reflui civili dell’abitato di Capraia (in un’altra “gemella” corrono invece quelli provenienti da Limite sull’Arno). «La rottura del collettore - avevano spiegato dal Comune - è da imputarsi al dissesto della sponda destra arginale dovuto al recente stato di piena del fiume, responsabile dello smottamento». Era scattata una prima task-force con Acque, Arpat, Asl, Consorzio di bonifica Basso Valdarno e Regione ed era stato poi installato un sistema di disinfezione dei reflui tramite dosaggio di ipoclorito di sodio. «In ogni caso - puntualizzava l’amministrazione comunale guidata da Alessandro Giunti - in attesa del ripristino della condotta, il volume dei reflui scaricati nel fiume può considerarsi trascuarbile, così come l’impatto ambientale».

Ma appena il tempo di completare le opere di ripristino e giovedì la scena si è ripetuta. A dare l’allarme è stata Acque, intorno alle ore 14, e sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Empoli e Firenze (con il comandante provinciale Roberto Lupica), che hanno lavorato (con il supporto dei tecnici di Città Metropolitana, Acque e Regione, alla presenza dell’assessore comunale Corrado Ceccarelli), per la messa in sicurezza dell’area al fine di evitare ulteriori danni per l’infrastruttura (dove confluiscono i due collettori) che attraversa l’alveo dell’Arno e conduce fino all’impianto di Pagnana: un intervento delicato che è andato avanti per sette ore.

«E' stato un momento difficile - sottolinea il sindaco di Capraia e Limite, Alessandro Giunti - soprattutto quando abbiamo capito il rischio che si stava correndo. Voglio ringraziare, anche a nome di Acque Spa, i vigili del fuoco che sono intervenuti in un contesto di difficoltà con capacità e professionalità».

Adesso, una volta scongiurato il pericolo imminente, «occorrerà un intervento risolutivo del problema per ripristinare le condizioni originarie dell'argine e della tubatura».

Nel frattempo, in attesa che il meteo consenta un intervento di riparazione del collettore, prosegue l’intervento di disinfezione dei reflui da parte di Acque spa tramite dosaggio di ipoclorito di sodio.

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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