Sicurezza
Cinque i deportati con cinque storie diverse
Sono i morti di Vinci commemorati a Ebensee e Mauthausen, per uno di loro venne chiesta la laurea ad honorem
VINCI. «Il sottoscritto Masi Guido Sindaco di Vinci si permette rivolgere alla S.V. la preghiera da parte della madre del deportato Sotto Tenente Lorenzini Vinicio regolarmente iscritto presso codesta Università che secondo come è stato fatto per gli altri studenti venga concessa la laurea ad onorum. Tale giusto riconoscimento a chi per una idea ha affrontato la deportazione e la morte potrà essere di consolazione alla di lui inconsolabile madre». Questa la richiesta al rettore dell’Università di Firenze subito dopo la guerra per Vinicio Lorenzini che era morto a soli 23 anni a Mauthausen il 23 maggio del 1944, appena due mesi dopo esservi giunto a bordo del noto convoglio ferroviario partito dal binario sei della stazione di Santa Maria Novella dopo il rastrellamento dell’8 marzo. Di Vinicio Lorenzini, studente nato a Vinci, ci rimane il numero di matricola, il 57214, e ignote restano le cause della morte. Ignoriamo se alla fine la laurea sia arrivata in casa della madre di Vinicio, ma la sua figura verrà ricordata anche qualche anno dopo, nell’anno 1947, quando in Montelupo, nell’ufficio della stazione dei carabinieri , comparvero “Grazzini Dino fu Vittorio, di anni 52, da Montelupo Fiorentino e Sonnini Aldo di Ferdinando, di anni 41, per chiarire quanto appresso: «Siamo due superstiti di Mauthausen dove molti dei nostri compagni vi decedettero per maltrattamenti e sevizie. In detto campo, in data 23 maggio 1944, abbiamo visto morire per esaurimento il giovane studente Lorenzini”. I morti vinciani nei campi di sterminio nazisti dopo la deportazione dell’8 marzo del 1944 in realtà furono cinque: Spartaco Fedi, Renzo Gemignani, Gino Giacomelli, Vinicio Lorenzini, Angiolino Masi. Dietro ad ognuno di questi c’è una storia personale. Spartaco Fedi, ventitreenne, morì a Ebensee per “denutrizione e percosse”: ne racconta le vicende il deportato matricola 56966, cioè Giordano Biotti di Ireneo abitante a Empoli anch’egli reduce da Ebensee. Renzo Gemignani invece morì nel campo di Schneider (Mauthausen), probabilmente nel 1945; aveva 21 anni e ci resta di anch’esso solo la matricola, un numero: il 57167. Gino Giacomelli fu inviato da Mauthausen nel campo di Ebensee e qui morì il 15 maggio del 1945, all’età di 41 anni. Gli alleati avevano già varcato il cancello del campo liberando i prigionieri, ma Gino non ce la fece. Troppa era stata la sofferenza in quei lunghi mesi e non rivedrà le figlie, i genitori, sua moglie. Angelo Masi invece, deportato a Mauthausen con matricola assegnata 57254 e inviato anch’esso ad Ebensee, di anni ne aveva 47; morì il 27 ottobre del 1944, pochi mesi dopo il suo arrivo nel lager. La prima commemorazione dei deportati nei campi di sterminio nazisti a Vinci sarà effettuata nel 1972. Da allora la commemorazione va avanti, per non dimenticare.
Paolo Santini
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