Lutto
La banda delle pelli colpisce la Dallas Il furto è da oltre centomila euro
Spariti venti bancali. I ladri sono passati da un’azienda confinante, la Vitalchimica Italiana Hanno spostato grossi contenitori di liquidi e poi hanno caricato la refurtiva su un furgone
FUCECCHIO. Maxi furto di pelli alla conceria Dallas di Ponte a Cappiano, in via del Puntone: nella notte fra mercoledì e ieri, infatti, dalla ditta sono spariti circa venti bancali di pelli, per un valore che supera i 100.000 euro. A compiere il furto presumibilmente una banda specializzata, che è arrivata nei locali della Dallas passando da un'altra azienda confinante, la Vitalchimica Italiana di Lio Fusi, che produce ausiliari chimici e coloranti per le concerie.
Ecco la dinamica: mercoledì sera un gruppo di malviventi scassina il cancello della Vitalchimica, che confina con la parte posteriore (c'è soltanto un muro divisorio) della Dallas; una volta entrati i ladri portano dentro anche un furgone o comunque un mezzo per trasportare via le pelli. A quel punto la banda prende un muletto della Vitalchimica - lasciato a caricare le batterie - e con una lunga serie di manovre praticamente sposta dei grossi contenitori di liquidi, accatastandoli uno sopra l'altro, quasi certamente per superare il muro che divide le due aziende. Dopo inizia con l'opera di "carico - scarico" della pelle della Dallas, lasciando i bancali vuoti - a terra se ne contano almeno 16 - all'interno della Vitalchimica, come ha spiegato lo stesso Fusi:«Tutto il trambusto che vedete ora ieri (mercoledì ndc) non c'era: hanno preso il muletto, spostato i contenitori e poi lasciato i bancali a terra. Sapevamo bene come muoversi». Una sorta di tetris per scavalcare il muro, che deve essere durato non poco e deve aver richiesto la presenza di un buon numero di malviventi, che sicuramente sapevano bene come muoversi. Anche perchè non si spiega come facessero a sapere che tra le due aziende ci fossero questi contenitori che sono poi stati impiegati per arrivare alla ditta oggetto del furto. E la Dallas - di proprietà dell'imprenditore Giovanni Catastini, ex capitano della contrada Porta Raimonda - non è la prima volta che si deve confrontare con questo tipo di situazioni: l'ultimo colpo è datato novembre 2014, quando dalla conosciutissima conceria sparirono pelli per circa 170.000 euro. E anche stavolta l'ammanco è ragguardevole: venti bancali di pellame, in base alla qualità della merce, possono oscillare tra gli ottanta e i 150.000 euro, anche a seconda dello stadio di lavorazione della pelle in quel momento, cioè se si tratta di un prodotto finito oppure no. Si tratta dell'ennesimo furto di pellame negli ultimi tempi, compiuto dalla "banda della pelle". Qui le strade possono essere due: o la banda agisce su commissione perchè il committente ha bisogno di un tot specifico di quel tipo di merce, oppure chi ruba lo fa per "accumulare" pelle da vendere poi in stock in grandi quantità, dato che la richiesta c'è e si fa presto a trovare acquirenti disposti a comprare la refurtiva. Soltanto quattro mesi fa i carabinieri di Fucecchio, nel giro di due settimane, riuscirono a trovate le circa 800 pelli rubate alla conceria Pegaso e poi sistemate - forse in attesa di essere rivendute - in un magazzino di Fucecchio. Ne emerge un quadro a tinte fosche perchè negli ultimi mesi si sono verificati moltissimi furti di vari tipi di pellame.
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