Sicurezza
Strade piene di buche, Falorni si arrabbia
Lo sfogo: «Tutti i nostri soldi vanno in “toppe”, serve un intervento da Roma». E Confesercenti plaude
CASTELFIORENTINO. Le piogge di questi giorni hanno messo a nudo tutti i problemi delle strade del circondario. Buche, allagamenti, un manto stradale che in molti casi rende davvero pericoloso il transito. Basta fare un giro sulle arterie dell'Empolese Valdelsa per rendersene conto. La 429, ripresa alcuni giorni fa in un video molto eloquente di un cittadino, è solo il caso più eclatante.
Una realtà che certo non è sfuggita al delegato alle infrastrutture dell'Unione dei Comuni, nonché sindaco di Castelfiorentino, Alessio Falorni. «Se avanza giusto un pochino di tempo, in Parlamento - attacca - non scordiamoci di aprire un bel dibattito nazionale su come si tappano le buche delle strade e dei marciapiedi in questo Paese».
Una sferzata dura, che però serve a dare la misura di un'emergenza che le mancanze degli ultimi anni, tra patto di stabilità e ristrettezze economiche in generale, hanno aggravato. Strade statali, regionali, provinciali: la situazione diverge di poco perché la manutenzione si fa solo quando non se ne può fare a meno e a volte non basta nemmeno questo.
«Il patrimonio pubblico sta diventando sempre più nel degrado - prosegue Falorni -e qui negli enti locali non abbiamo le risorse per far fronte al problema. Mettiamo ogni euro a nostra disposizione nella manutenzione di strade e marciapiedi, ma questo non basta. Serve solo a mettere delle toppe. Servirebbero investimenti forti da parte della Città metropolitana e della Regione. Ma ancora di più servirebbe un piano urgente che mettesse mano a questa materia in maniera strutturale. Più aspettiamo ad muoverci e più la spesa necessaria per gli interventi aumenta. Purtroppo tutte le volte che piove il problema si aggrava. A me sembra un'urgenza assoluta».
Non ci va giù leggero nemmeno Lapo Cantini, coordinatore di zona di Confesercenti, che arriva a definire quelle del territorio "strade da pellegrini", paragonandole alla vecchia Francigena. «Tutti gli economisti concordano - dice - il Paese cresce poco perché mancano investimenti privati e soprattutto pubblici. Se non si immettono risorse di questo tipo nel sistema è tutto inutile, la ripresa resta fiacca e il Paese non riparte».
Una situazione che viene da lontano e che è difficile da ribaltare senza un impegno concreto. «Quest'anno finalmente, dopo tanto patire, ai Comuni è stato consentito di derogare dal famoso patto di stabilità - continua il coordinatore di Confesercenti - ma la paralisi degli ultimi sette anni ha prodotto danni incalcolabili sul territorio. Questo stato di fatto lo si registra proprio dalla tenuta, in alcuni casi veramente disastrosa, del manto stradale: basta un po' di pioggia e si aprono voragini spaventose che fanno pensare più alla vecchia Francigena che non ai moderni standard di viabilità europea». (m.p.)
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