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Empoli

Show di beneficenza a Fucecchio per riportare a casa Beppe Radice

di Marco Sabia
Show di beneficenza a Fucecchio per riportare a casa Beppe Radice

Lo storico presidente di San Pierino è all’interno di una struttura in stato vegetativo da quattro anni L’appello della moglie al mondo del Palio: «Dateci una mano, il calore della sua famiglia gli farebbe bene»

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FUCECCHIO. «Vogliamo riportare Beppe a casa: dateci una mano». Inizia così il racconto di Francesca De Vecchis, moglie di Radice, presidente onorario della contrada San Pierino, da quattro anni in stato vegetativo di minima coscienza in seguito ad una serie multipla di arresti cardiaci. Ora il presidente delle quattro vittorie d'Oltrarno si trova in una clinica specializzata a Impruneta ma la famiglia vorrebbe riportarlo nella sua abitazione di San Pierino.

Servono risorse economiche e soprattutto aiuto da parte delle istituzioni, perché chiaramente un uomo nelle delicate condizioni di Radice ha bisogno di assistenza continua da parte di personale specializzato. La famiglia - insieme agli amici - da tempo organizza eventi al solo scopo di raccogliere somme da destinare al loro congiunto, che ha i bisogni più disparati: il prossimo evento sarà venerdì, al Teatro Pacini, dove verrà messa in scena una "Corrida", sulla falsariga dello storico programma di Corrado; sul palco andranno dei "dilettanti allo sbaraglio" che si esibiranno e l'incasso verrà devoluto alla famiglia dello sfortunato dirigente della contrada San Pierino. Radice d'altronde rimane ancora oggi un uomo simbolo del Palio di Fucecchio: sotto la sua guida - insieme ai capitani Andrea Bertini e Gianluca Chiti - ha portato in contrada la bellezza di quattro cenci dal 2005 al 2010, compreso l'incredibile - e mai replicato - tris d'oro 2005-2006-2007. E' in quegli anni che la contrada, da cenerentola senza alcuna vittoria, si trasforma in una corazzata che sfrutta praticamente ogni occasione che la sorte alla tratta gli riserva.

Ma - dopo gli anni d'oro - per Radice inizia un incubo che dura da ormai quattro anni: la famiglia apre anche un conto corrente, che ha portato 17.000 euro di beneficenza. L'uomo fa comunque piccoli miglioramenti, riesce a comunicare attraverso le espressioni, come spiega la moglie: «Io e mia figlia ci accorgiamo dell'espressione che fa quando ci vede arrivare o ci vede andar via: prova anche a parlare ma non ce la fa, almeno per ora. Noi continuiamo a sperarci e vorremmo farlo tornare fra le mura di casa, perché lì ritroverebbe il calore che gli abbiamo sempre dato. Ovviamente per fare questo servono accorgimenti importanti, oltre ad un'assistenza continua e a sempre maggior risorse: io ho speso tutto quello che avevo, compresi i soldi che ci sono stati donati. Ora spero che qualcuno ci venga incontro, Pino (lo chiama così, ndc) ha diritto al meglio possibile, così come tutte le persone che versano nelle sue condizioni». Francesca ringrazia tutti quelli che si stanno spendendo per suo marito: «Sentire le persone vicine mi fa stare meglio, mi fa sentire meno sola. E sapere che fanno tutto questo per lui mi dà una grande emozione. Ringrazio chi ci sta aiutando e spero che si possa coronare il nostro sogno di riaverlo fra le mura di casa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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