Il Tirreno

Empoli

Autobus di linea vecchi e fatiscenti «Troppi rischi per autisti e utenti»

di Marco Pagli
Autobus di linea vecchi e fatiscenti «Troppi rischi per autisti e utenti»

Sulle strade del circondario mezzi degli anni Novanta, tra porte che si aprono in corsa e guasti continui La Cgil: «Coi finanziamenti regionali acquistati pullman già datati e 4 di questi sono fermi in garage»

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EMPOLI. Autobus vecchi e fatiscenti, manutenzioni spesso in ritardo, mezzi che mancano e un’evasione che continua a crescere. La situazione del trasporto pubblico nell’Empolese Valdelsa, all’alba dell’affidamento ad un nuovo gestore di tutto il servizio regionale, è questa. Il problema principale è che quest’alba sta tardando a diventare giorno (sono quattro anni che si va avanti di proroga in obbligo di servizio) e il rischio è che tra ricorsi e controricorsi da questo limbo non si esca prima di un altro anno.

La procedura di affidamento dell’intero trasporto pubblico locale toscano, infatti, ancora non si è conclusa. Ad oggi è stato fatto l’affidamento provvisorio alla società Autolinee toscane, detenuta dal gigante francese Ratp (la stessa che in patria gestisce l’enorme servizio di trasporto pubblico parigino e in Italia tra le altre anche la tramvia fiorentina), e la Regione sta verificando la documentazione presentata. Mobit (la Scarl che raggruppa le aziende storiche del trasporto toscano, tra cui anche quelle che operano nel circondario all’interno del consorzio PiùBus), seconda classificata al bando, sta attendendo l’affidamento definitivo. A quel punto avrà un mese di tempo per presentare i ricorsi – la querelle scoppiata subito dopo l’apertura delle buste nel novembre scorso fa presagire che ce ne saranno – e a quel punto si aprirà una partita legale che rischia di protrarsi per mesi e mesi. Un periodo in cui, data la situazione, difficilmente verranno fatti investimenti sul servizio.

A rimetterci sono utenti e lavoratori, alle prese ogni giorno con disagi e difficoltà che ormai stanno diventando strutturali. Al momento ci sono quattro autobus ancora fermi dall’anno scorso, mentre quelli in funzione sono vecchi e sono continuamente a rischio blocco a causa del bisogno di manutenzioni lunghe e costose. «La situazione è preoccupante – dichiara Massimo Viti, delegato della Filt Cgil – gli autobus con cui viene svolto il trasporto pubblico urbano di Empoli e anche extraurbano sono vecchi. Si arriva anche a mezzi immatricolati all’inizio del Duemila o addirittura alla fine degli anni Novanta. Capita spesso che si rompano e devono essere sottoposti a manutenzioni continue. Il problema è che fino a quando non si concluderà il percorso di assegnazione del servizio regionale temiamo che niente cambierà».

I principali disagi, paradossalmente, derivano dagli incentivi al rinnovo del parco macchine forniti dalla Regione tra il 2014 e il 2015. Le aziende che operano sul territorio attinsero ai fondi regionali, rottamando alcuni autobus. Tuttavia, al momento di rimpiazzarli, non portarono dei mezzi nuovi, ma usati. Nel febbraio dello scorso anno scoppiò anche una battaglia legale tra Comune di Empoli e gestori del servizio, che non avevano comunicato la rottamazione dei mezzi dismessi e soprattutto li avevano sostituiti con autobus diversi da quelli dichiarati, cioè vecchi invece che nuovi. Per questo l’amministrazione aveva fatto una sanzione da 25mila euro e aveva bloccato quattro degli otto bus “rinnovati”. Mentre gli altri quattro avevano ricevuto l’autorizzazione a viaggiare per non bloccare l’interno servizio di trasporto. «Non riusciamo a capire come sia possibile che, a fronte di risorse pubbliche messe a disposizione dalla Regione, si sia arrivati ad un peggioramento delle condizioni del nostro parco macchine – prosegue Viti – dovevano arrivare mezzi nuovi e invece sono arrivati vecchi. Nonostante ciò è stata data l’autorizzazione per metà di questi. Gli autisti viaggiano in condizioni al limite della sicurezza con porte che si aprono durante la marcia e stop forzati».

A chiudere il cerchio ci sono livelli di evasione che rimangono alti. Chi sale sull’autobus non fa il biglietto e questo accadrebbe in almeno la metà dei casi con i controllori che non riescono a tamponare le mancanze. Una circostanza, questa, che provoca delle perdite importanti di entrate e pregiudica eventuali investimenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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