Un pezzo di storia di Empoli finisce all’asta per 1,8 milioni
All’incanto castello, cappella, autorimessa e tre appezzamenti di terreno della villa trecentesca del Cotone appartenuta anche agli Antinori e agli Strozzi
EMPOLI. La batteranno all'asta al tribunale di Firenze l' 8 maggio prossimo come un appartamento qualsiasi. Ma si tratta di un pezzo della storia di Empoli. La villa del Cotone è uno degli edifici più importanti e più ricchi di fascino del territorio. Oltre settecento anni di storia che tra nobili famiglie, produzioni diventate celebri e vere e proprie leggende sono entrati nell'immaginario empolese.
La base d'asta è stata fissata in 1,8 milioni di euro per il castello, la cappella ormai sconsacrata del Cinquecento, un'autorimessa e tre appezzamenti di terreno. Il pezzo di pregio è proprio la villa, costruita su cinque piani e trasformata nei secoli da edificio militare (una sorta di castello appunto) a residenza di piacere per le ricche famiglie che l'hanno posseduta. Passata nei secoli di mano in mano (gli ultimi proprietari sono i Calugi-Del Bravo), continua ad ospitare un'azienda agricola con produzione principalmente di vino e olio. Uno degli edifici annessi, inoltre, è utilizzato come casa vacanze. La villa, invece, è disabitata, anche se dalla perizia svolta dai tecnici del tribunale risulta che negli ultimi anni siano stati compiuti dei lavori di ristrutturazione sia all'interno che sul tetto.
Dieci anni fa la villa venne aperta al pubblico nell'ambito dell'iniziativa “Toscana esclusiva”, organizzata dall'Associazione dimore storiche italiane. La manifestazione, che ha coinvolto vari luoghi storici nascosti e chiusi al pubblico del patrimonio toscano, permise ai cittadini – furono oltre cinquecento - di ammirare la proprietà di via Sottopoggio per San Donato in tutta la sua bellezza. Per l'immobile nel suo complesso, la cappella e anche i terreni limitrofi è stata confermata la dichiarazione di interesse particolarmente importante con decreto del ministero dei Beni culturali e ambientali. I primi cenni storici che riguardano la villa del Cotone risalgono addirittura al 1385, quando Scolaio Spini, appartenente al patriziato fiorentino, la acquistò dalla famiglia – anch'essa patrizia – Mannelli. La prima attestazione documentaria è del 1427: l'immobile allora di proprietà della stessa famiglia Spini viene descritto nei minimi particolari.
Da tale documento emerge la funzione militare della costruzione originale, testimoniata dalla posizione dominante il territorio circostante e dalle caratteristiche di struttura fortificata con “mura, torrione e torre minore merlate e coi beccatelli” e circondata da un ampio fossato. Sempre nel corso del '400 venne trasformata da fortezza a villa di delizia, modificando profondamente gli interni per renderli più abitabili. Alla fine del quindicesimo secolo, a seguito del tracollo finanziario della banca Spini, la proprietà passò nelle mani di Bernardo di Dante da Castiglione e pochi anni dopo ad un altro nobile fiorentino, Giovanni Niccoli. A cavallo tra la prima e la seconda metà del '500 un altro nome importante compare nella storia del Cotone, si tratta del nobile Alessandro Antinori. Ma è nel 1563 che avviene il passaggio più prestigioso alla famiglia Strozzi, una delle più importanti dinastie fiorentine. Furono loro a costruire l'oratorio dedicato a Maria Assunta. Nel corso del '600 la proprietà passa agli Scarlatti-Rondinelli. E' sotto di loro che la villa subisce i restauri che le hanno dato l'aspetto attuale. All'interno, in alcune sale sono ancor visibili degli affreschi settecenteschi. Nel corso dell'800 la proprietà venne divisa in due. Una parte venne venduta alla famiglia Arrighi, poi passata ai Carovani. L'altra venne ereditata dai Bottai. La proprietà risulta ancora suddivisa e l'ultima compravendita risale al 2008.
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