Sicurezza
Defunti nel fango ladri tra le tombe e crolli al cimitero
Infiltrazioni e incuria padroni del “comunale” E mezzo Monumentale è off-limits da 4 mesi
EMPOLI. Ci sono cinquanta tombe raggiungibili soltanto con gli stivali. Pezzi di intonaco che crollano, scalini rotti, grondaie sfondate e infiltrazioni ovunque. E tutto questo è figlio dell’incuria. Poi ci sono i vigliacchi, che rubano tra le tombe: vasi e portavasi, ma anche fiori. Quello comunale di Sant’Andrea, in via Valdorme a Empoli, è il cimitero del degrado, dove il rispetto per i defunti viene calpestato da troppo tempo. La manutenzione straordinaria è stata rinviata, perché non ci sono soldi. Ma per alcuni piccoli interventi sarebbe sufficiente un po’ di buonsenso.
Perché è imbarazzante spiegare a un cittadino che va a visitare la tomba di un proprio caro, che può raggiungerlo soltanto indossando degli stivali. Perché gli ultimi cinquanta defunti sono stati sepolti su un terreno fangoso e ogni volta che piove i cumuli di terra (in attesa della realizzazione delle tombe) vengono spazzati via dall’acqua: «È così da troppo tempo, eppure abbiamo fatto tante segnalazioni. La situazione - sbotta un uomo davanti alla tomba della moglie - è vergognosa». Su questo aspetto l’amministrazione comunale puntualizza che «l’intervento era già previsto e sarà effettuato non appena le condizioni del terreno lo consentiranno, altrimenti il rischio è che l’escavatore resti impantanato».
Ma buona parte del cimitero è in pessime condizioni. Colpa - come ribadito a più riprese dal Comune - di un problema strutturale, causato dalla forma particolare (a “v” rovesciata”): una scelta fatta a suo tempo in fase di progettazione che si è rivelata tutt’altro che azzeccata. Quando piove l’acqua non scorre e di conseguenza di verificano infiltrazioni. C’è un progetto che prevede l’installazione di pensiline sulla copertura, per evitare che la pioggia - con il vento - entri all’interno dei corridoi. Ma i soldi non ci sono, almeno per ora. E quindi tutto resta com’è. Con pezzi di intonaco che cadono quotidianamente (talvolta insieme addirittura alle lapidi), acqua che ristagna sul pavimento dopo ogni temporale. Insomma, un percorso a ostacoli (per non parlare dell’impatto dal punto di vista del decoro), che diventa off-limits per gli anziani. E terra di conquista per ladri senza scrupoli che portano via di tutto. Furti che rappresentano ferite profonde per i parenti dei defunti. Tra le tombe è spuntato anche un cartello: «È il terzo vaso che rubate a due ragazzi, oltre che ladri siete delinquenti senza cuore. Vi auguro tutto il male possibile».
E poi c’è un’altra ferita aperta, quella del cimitero Monumentale di via Salaiola, chiuso per metà dallo scorso 2 novembre quando, proprio nel giorno della commemorazione dei defunti, si verificarono crolli tra le tombe. In seguito al sopralluogo dei tecnici, buona parte dei loggiati furono resi off-limits col nastro segnaletico bianco e rosso, accompagnato dai cartelli che avvertivano del “pericolo di crollo”, per impedire l’accesso a centinaia di tombe, già da anni circondate dal degrado. Nell’agosto 2014 - in seguito a un nostro servizio sui pericoli all’interno del cimitero - tra rovi, siringhe e crolli - il vicesindaco Franco Mori aveva annunciato lo stanziamento di circa un milione di euro, spiegando che il progetto esecutivo era già pronto e annunciando i lavori per il 2015. Ma poi le cose sono andate diversamente. Perché pochi mesi dopo la giunta tirò le somme in merito agli oneri di urbanizzazione: aveva previsto tre milioni di euro di entrate, ma ne incassò solo 2. E così fu costretta a rivedere il piano delle opere, rinviandone alcune. E tra queste c’era anche l’intervento di manutenzione straordinaria e strutturale sul cimitero. Nel frattempo, tra crolli e degrado, è arrivato il 2016. E ancora non si sa se sarà l’anno buono per ridare dignità a centinaia di defunti.
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