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Empoli

Banca Etruria, la protesta a casa Renzi

Banca Etruria, la protesta a casa Renzi

Una quarantina di ex obbligazionisti sono partiti da Sovigliana per andare a celebrare il “funerale del risparmio”a Rignano

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EMPOLI. Gli ex obbligazionisti di Banca Etruria, fra i quali una quarantina partiti dall'Empolese, hanno celebrato ieri mattina a Rignano sull'Arno, paese del premier Matteo Renzi, il funerale del risparmio. Gli esponenti del comitato "Vittime del Salva-banche" hanno sfilato nel centro del paese: ad aprire il corteo una bara di cartone con la scritta “Risparmio italiano”. Tanti i cartelli contro il provvedimento del governo, contro il Partito Democratico e altrettanti gli slogan contro il premier Renzi. «Mi dispiace per gli abitanti di Rignano - ha urlato al megafono uno degli ex obbligazionisti - che hanno partorito un tipo come quello».

Il corteo funebre si è formato a Sovigliana, verso le 8. Sono partiti con striscioni, mazzi di fiori e fasce di colore viola. Come se davvero fosse un funerale. Poi la partenza per Rignano in auto. Nel paese del Valdarno il corteo, con varie rappresentanze toscane e di altre regioni, era aperto da un ex obbligazionista vestito da cardinale e lo striscione in testa recitava “Eterno riposo ai risparmi, eterno saluto al voto”. Tra i cartelli esposti molti gli annunci funebri che riguardavano la fiducia nelle banche, nel governo e nel Pd. Altri in cui si chiedeva che i “responsabili paghino” e che il “governo Renzi vada a casa”, altri ancora ricordavano la frase del premier “il sistema bancario è solido” in cui il presidente del consiglio era rappresentato come un Pinocchio con il naso lungo.

I manifestanti nel loro percorso si sono soffermati nella piazza principale di Rignano, davanti alla sede del Pd dove alcuni di loro sono intervenuti con il megafono spiegando le ragioni degli ex obbligazionisti. Tra essi anche il figlio di una ultranovantenne che ha presentato un esposto in procura dopo aver perso 75.000 euro investiti nelle obbligazioni di Banca Etruria. Il corteo si è poi concluso senza incidenti in piazza della Repubblica. La bara in cartone con sopra un mazzo di fiori è stata appoggiata sui gradini del palazzo comunale.

Qui i manifestanti hanno intonato in coro “Ladri, ladri, ladri”, e ancora sono partiti slogan contro il Pd, Renzi, il ministro Boschi e hanno poi chiesto a gran voce che il sindaco di Rignano, Daniele Lorenzini, scendesse a parlare. Ma il municipio era sbarrato.

«Questi del Pd - ha invocato uno del comitato "Vittime salvabanche" - non vanno votati e ve lo dice il presidente di un circolo Arci che si è speso per anni per il Pd. E' triste dirlo ma il partito democratico è il partito che ha rubato i soldi dalle nostre tasche». Da Rignano sull'Arno gli ex obbligazionisti hanno annunciato il prossimo appuntamento di protesta, a Laterina, il paese del ministro Maria Elena Boschi e del padre, ex vicepresidente di Banca Etruria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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