Il Tirreno

Empoli

Raid dei ladri nella scuola

di Francesco Turchi
Raid dei ladri nella scuola

Il sindaco: «Metto 33 telecamere, ma è una sconfitta. Servono rinforzi»

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MONTELUPO. Hanno spaccato la porta e messo a soqquadro una scuola dell’infanzia. Tanto rumore per portarsi via poche decine di euro, una macchina fotografica e una telecamera, che era stata regalata dai genitori proprio pochi giorni fa all’istituto, grazie a una raccolta-punti collettiva in un centro commerciale. Stavolta però le bande di professionisti che imperversano nel circondario da mesi non c’entrano niente: più probabile che la responsabilità sia di un manipolo di sbandati. Ma il colp messo a segno alla Torre (nel corso dell’ennesima notte “brava dei malviventi, con diversi furti messi a segno in tutto l’Empolese Valdelsa) fa male, perché è stata violata una scuola. E questo spinge il sindaco Paolo Masetti a lanciare un appello ai suoi colleghi: «Dobbiamo affrontare il problema complessivamente come Unione dei Comuni per studiare assieme a tutte le forze dell’ordine una risposta adeguata». Che significa anche tornare alla carica con il prefetto per chiedere rinforzi. Ma contemporaneamente anche mettere in campo politiche giovanili efficaci. E allo stesso tempo potenziare il sistema di videosorveglianza. Che però non può risolvere il problema da solo. E infatti Masetti annuncia l’installazione di 33 nuovi occhi elettronici per vigilare sui punti critici del territorio, «che però - puntualizza - non deve diventare uno stato di polizia».

Il colpo. A dare l’allarme è stata la bidella, che quando ieri mattina è arrivata alla scuola dell’infanzia di via Labriola, ha visto che la porta posteriore che si affaccia sul giardino era stata forzata. I ladri hanno rovistato in sala mensa e nell’aula dei docenti alla ricerca di soldi e di oggetti da rivendere e hanno trovato la telecamera nuova e una vecchia macchina fotografica. Poi hanno forzato il distributore automatico del caffè, prendendosi gli spiccioli. «Dispiace - sottolinea la dirigente scolastica, Gloria Bernardi - per il gesto e perché i ladri si sono portati via un oggetto che eccezionalmente si trovava nella scuola, grazie all’impegno dei genitori. Ovviamente per il futuro si tratta di rendere più efficiente il sistema di sorveglianza, anche se mi risulta davvero difficile capire cosa i ladri sperino di trovare in una scuola dell’infanzia».

La rabbia. Il sindaco Masetti pone la questione in termini più ampi: «Quello che è accaduto alla Torre si inserisce in un contesto complessivo; tutti i giorni leggiamo sulla stampa notizie di furti non solo a Montelupo, ma in tutto il territorio dell’Unione. Gli stessi carabinieri che hanno effettuato i rilievi, solo la mattina di venerdì (ieri, ndr) sono intervenuti su tre casi nell’Empolese-Valdelsa. Va affrontato il problema complessivamente come Unione dei Comuni per studiare con tutte le forze dell’ordine una risposta adeguata. Il furto alla scuola della Torre, per le modalità con cui è stato compiuto, fa pensare a ladri improvvisati ed è questo un altro elemento che ci deve far riflettere». L’ultimo incontro dei sindaci con il prefetto Giuffrida e il questore Micillo, nel dicembre scorso a Empoli, si era concluso con tanti buoni propositi (più coordinamento tra forze dell’ordine), ma zero rinforzi. In due mesi, però, il quadro non è migliorato. Anzi. «Quel summit è stato importante, perché ci ha permesso di spiegare la situazione e le richieste che ci arrivavano dalla gente, anche se le statistiche non sono così allarmanti. Nel frattempo però, di fronte ai furti costanti, la percezione di insicurezza continua a salire: i criminali non hanno il controllo del territorio, ma ci sono comunque segnali preoccupanti, amplificati dal fatto che viviamo in una “dimensione paesana”, dove tutti si conoscono e il senso di comunità è molto forte».

Cosa fare. La sicurezza non è competenza dei Comuni, ma i sindaci sono i primi destinatari delle proteste - dettate da un mix di rabbia e paura - dei cittadini: «Sappiamo che le forze dell’ordine sono sotto organico, così come la polizia municipale. In queste condizioni c’è la necessità di migliorare l’organizzazione dei servizi ma anche di più personale. Le telecamere? Ok, servono. E infatti ne mettiamo a breve 33 (la mappa nel box a destra, ndr) anche noi. Ma in qualche modo rappresentano una sconfitta, perché in un Paese normale - anche se mi rendo conto che sia un’utopia - dovrebbe essere sufficiente il lavoro delle forze dell’ordine: non mi piace l’idea dello “stato di polizia”, dove tutti noi veniamo costantemente monitorati». Serve anche altro: «I furti e le rapine vengono spesso commessi da professionisti, ma anche da baby-gang e sbandati». E qui i Comuni possono e devono fare qualcosa: «Dobbiamo intervenire con politiche giovanili adeguate in grado di contribuire a tenere alla larga i ragazzi dagli ambienti criminali e dai comportamenti sbagliati. E il tavolo privilegiato per affrontare una questione è quello dell’Unione». Per poi tornare anche a bussare alla porta del prefetto: «È il momento di far nuovamente presente la situazione e - in un clima costruttivo - chiedere delle risposte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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