Il Tirreno

Empoli

La banda delle pelli in fuga con 70.000 euro il covo nell’ex fabbrica

di Francesco Turchi
La banda delle pelli in fuga con 70.000 euro il covo nell’ex fabbrica

Terzo colpo in conceria nella stessa zona di Fucecchio L’area-Gange base operativa e rifugio: «Va messa in sicurezza»

3 MINUTI DI LETTURA





FUCECCHIO. La banda dei pellami colpisce ancora. Ormai i colpi messi a segno nel distretto conciario non si contano più. A testimonianza che c’è un mercato nero che viaggia a gonfie vele, probabilmente su due binari: uno locale, con la merce che viene piazzata in zona, e uno che porta più lontano, fino all’estero, come dimostra il blitz di pochi giorni dei carabinieri, che hanno ritrovato nei pressi di un fondo destinato al carico e allo scarico di merci in località Cisternino (Livorno), 30.000 euro di pelli (tipo cammello-dromedario), rubate alla Ascot di Santa Croce e probabilmente pronte per essere esportate. Poche settimane prima il colpo grosso era riuscito alla Valpel, sempre di Santa Croce (100.000 euro). Ma ora anche Fucecchio, dopo l’escalation del dicembre scorso e un successivo periodo di calma apparente, è tornata nel mirino dei ladri specializzati in furti su commissione.

Stavolta a farne le spese è l’azienda “B. e B.” di via Annibale Mariotti, da dove è sparita merce per un valore di 70.000 euro. I carabinieri hanno avviato le indagini, ma risalire ai responsabili sarà decisamente complicato. Perché il magazzino di pellame grezzo, non è provvisto di un impianto di videosorveglianza e neanche di un sistema di allarme. Per la banda è stato dunque un gioco da ragazzi: hanno spaccato la porta principale, hanno caricato i pancali con le pelli su un camion e se ne sono andati.

Tutto questo è avvenuto probabilmente nel cuore della notte. Tuttavia, dai rilievi dei militari fucecchiesi, è emerso un particolare: i ladri sono entrati nel piazzale (con un solo cancello che si affaccia su via Mariotti), sul quale si affacciano varie aziende, passando dal retro. Hanno attraversato la vecchia conceria Gange Italia, hanno rotto una rete di recinzione e sono arrivati nel piazzale. Quindi hanno forzato la porta e a quel punto - o almeno questa è l’ipotesi più probabile - una volta preparato il terreno, hanno fatto intervenire i complici, a bordo di un camion o di un furgone, e hanno completato l’opera. E non è la prima volta che accade. Anzi. Nella stessa zona c’è la conceria Coripel (in via delle Confina), che ha subito due furti ravvicinati nel giro di un mese e mezzo, a fine 2015. In entrambi i casi erano sparite migliaia di pelli semilavorate. E la banda può contare su una “base operativa”, o meglio, un “covo”, al riparo da occhi indiscreti, dove è facile nascondersi se qualcosa va storto o c’è qualche presenza indesiderata.

La Gange fu completamente distrutta da un maxi-incendio nel 2008, che di fatto condannò a morte la conceria. Da allora è stata abbandonata e oggi e un rifugio di piccioni e degrado, tra crolli, elettrodomestici e pneumatici abbandonati insieme a fusti contenenti liquidi e materiali di difficile identificazione. Ma anche di ladri, che hanno rubato tutti i tombini: ora l’area, alla quale si accede con troppa facilità, è piena di fogne aperte, spesso coperte dalla vegetazione, che potrebbero trasformarsi in trappole, non soltanto per i malviventi ma anche per ragazzini animati da uno spirito troppo avventuriero.

E infatti, pur con la consapevolezza che si tratta di un’area privata, residenti e imprenditori della zona chiedono la messa in sicurezza: «E magari anche un sopralluogo, visto che fusti sospetti e altre sostanze sono lì ormai da quasi otto anni. E poi cerchiamo almeno di renderla inaccessibile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web