Il Tirreno

Empoli

Le rassicurazioni di Barnini non bastano

Città Metropolitana, dopo l’incontro col vicesindaco i dipendenti confermano lo stato di agitazione

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EMPOLI. Sulla vicenda dello sforamento del patto di stabilità da parte della Città metropolitana Brenda Barnini, sindaco di Empoli e vicesindaco dell’ente con delega al personale, cerca di rassicurare i lavoratori. «Abbiamo le stesse preoccupazioni per il consolidamento e le prospettive dell’ente – ha detto al termine dell’incontro avuto ieri mattina con le rappresentanze sindacali – e le affronteremo con il governo. Mi auguro di fare fronte comune con i lavoratori nel far riconoscere le nostre ragioni».

La bomba è esplosa martedì scorso, quando in un comunicato le Rsu della Città metropolitana hanno annunciato lo sforamento del patto di stabilità di 20 milioni di euro nel bilancio 2015 chiuso con 210 milioni di euro. Un vero e proprio terremoto sia per i dipendenti (passati dagli 830 della Provincia a 420 con il passaggio al nuovo ente) che non potranno contare sul salario accessorio, sia per i cittadini che vedranno ridursi gli investimenti nelle manutenzioni di strade e scuole. Lo sforamento, a meno che come tutti si augurano non si arrivi ad un accordo con il governo, provocherà il blocco dell’accensione dei mutui, l’azzeramento del salario accessorio (che vale da 400 a 2.00 euro a seconda del profilo) e lo stop ai contratti di assunzione. Inoltre, l’ente dovrà pagare una sanzione allo Stato pari all’ammontare dello sforamento, quindi venti milioni di euro.

«Il nostro stato di agitazione che abbiamo proclamato all’indomani dell’annuncio del debito – spiega Marco Zatini della Rsu – rimarrà finché non riceveremo delle rassicurazioni importanti da Roma. La sanzione potrebbe diventare esecutiva con il decreto enti locali, che con ogni probabilità arriverà tra maggio e giugno prossimi. Tuttavia, noi non possiamo aspettare fino ad allora senza certezze. L’incontro con Barnini è stato positivo. Adesso attendiamo la riunione con il prefetto, che abbiamo già chiesto». Sarà proprio questo il passo successivo dopo l’apertura dello stato di agitazione per attivare la cosiddetta procedura di raffreddamento. La situazione sarà illustrata direttamente con il prefetto che se ne farà interprete col governo stesso. Dall’ente di Palazzo Medici Riccardi, inoltre, viene tirata in ballo anche la Regione, a cui va ricondotto il problema del personale esterno per gli appalti del servizio pulizie e portierato.

«La Regione – puntualizza Barnini – ha deciso di diventare, con una legge, un ente gestore e di prendere su di sé quasi tutte le funzioni che erano prima delle province. Dunque, come dire, onori ed oneri». (m.p.)

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