Sicurezza
Profughi, verso il raddoppio degli arrivi
I dati emersi in un incontro con prefetto, questore e amministratori. Poche le strutture disponibili
EMPOLI. Nel 2016 il numero dei profughi raddoppierà. A dirlo è il prefetto di Firenze che spiega anche la necessità di ampliare la rete di accoglienza. «Adesso servono nuove soluzioni operative condivise con la Regione Toscana e gli enti locali» Questo il messaggio che esce dalla riunione regionale sull'immigrazione che si è tenuta a Palazzo Medici Riccardi. Alla riunione hanno partecipato i prefetti e i questori toscani, l'assessore Vittorio Bugli per la Regione Toscana, il presidente di Anci Toscana Matteo Biffoni, sindaci e assessori dei dieci capoluoghi di provincia . E' il prefetto Alessio Giuffrida, nell'aprire i lavori, che lancia l'appello. «La possibilità di un numero elevato di arrivi rispetto alla disponibilità di siti - ha detto - rende indispensabile una pianificazione strategica congiunta per sostenere adeguatamente i prossimi impatti». In provincia di Firenze risultano 1.872 presenze effettive, distribuite in 125 centri di accoglienza straordinaria, gestiti da una trentina di associazioni e cooperative. A queste si aggiungono i 185 i migranti ospiti dei centri SPRAR, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati gestito dalla rete degli enti locali e finanziato da un fondo nazionale. Al momento in provincia di Firenze la capacità di accoglienza deve tenere conto di una limitata disponibilità di strutture. Se il trend degli arrivi finora registrato dovesse essere confermato anche nel 2016, si può stimare per la provincia di Firenze, nel corso dell'anno, il raddoppio delle presenze attuali. «La sintonia con la Regione e gli enti locali è già ottima - ha aggiunto Giuffrida - adesso occorre serrare le fila nei tavoli istituzionali dedicati al monitoraggio della problematica e al reperimento delle strutture».
Sulla stessa lunghezza d'onda l'assessore Vittorio Bugli. "Bisogna ripartire andando a verificare che ogni parte del territorio faccia il suo sforzo perché ci sono ancora 90 Comuni che non hanno accoglienza e una settantina che ce l'hanno scarsa. Se anche loro fossero allo standard di un profugo ogni 600 abitanti - ha proseguito l'assessore - ci sarebbero circa duemila posti in più e già questo ci aiuterebbe ad affrontare meglio la nuova stagione».
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