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Empoli

Case popolari, il Comune respinge le accuse di Cgil

Sull’emergenza abitativa e le accuse lanciate dalla Cgil all’Unione risponde il Comune di Empoli. «Occorre da subito fare chiarezza e distinguere fra emergenza abitativa e la gestione del patrimonio...

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Sull’emergenza abitativa e le accuse lanciate dalla Cgil all’Unione risponde il Comune di Empoli. «Occorre da subito fare chiarezza e distinguere fra emergenza abitativa e la gestione del patrimonio di edilizia popolare - spiega l'assessore alle politiche sociali del Comune di Empoli Arianna Poggi - L'emergenza abitativa è cresciuta anche a seguito della perdurante crisi economica. Emergenza abitativa, dunque, significa dare una risposta specifica al crescente numero di domande di contributi o soluzioni abitative alle quali non è possibile rispondere con la sola gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica». «In quest'ultimo caso - va avanti - si tratta di abitazioni costruite appositamente, con finanziamenti regionali, per essere assegnate alle famiglie o alle singole persone che, partecipando a un bando pubblico, sono entrate in una graduatoria specifica».

Per il Comune di Empoli esiste dal 2013 una graduatoria: sono stati ammessi 469 soggetti, ad oggi sono stati assegnati alloggi al 15% degli ammessi per un totale di 71 famiglie. In questo momento è aperto un nuovo bando in scadenza il prossimo 26 febbraio, la cui graduatoria sarà rinnovata sulla base dei criteri della nuova legge regionale. Al momento sono disponibili due alloggi pronti da subito, altri 27 sono da ristrutturare. «Per far fronte alle numerose domande - spiega Arianna Poggi - è stata istituita una apposita commissione per l'emergenza abitativa. E' bene ribadire però che mai l'emergenza abitativa porta alla concessione di una casa popolare, alla quale si accede solo dal bando pubblico».

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