Sicurezza
A rischio 60 posti e i lavori nelle scuole per la maxi-sanzione
La Città Metropolitana sfora di 20 milioni il patto di stabilità Dipendenti in agitazione: «Sparito il fondo del salario accessorio»
EMPOLI. La Città Metropolitana nel 2015 ha sforato di 20 milioni di euro i limiti alla spesa imposti dal patto di stabilità, su un bilancio complessivo di 210 milioni. E ora (come altre sette realtà simili, fatta eccezione per Bologna e Reggio Calabria) rischia di essere paralizzata dalle sanzioni (pari allo sforamento, tra tagli e operazioni “congelate”), con ripercussioni su dipendenti (niente salario accessorio), precari (60 posti a rischio) e cittadini, che vedrebbero allontanarsi ulteriormente - tanto per fare un esempio - le già scarse e tante (troppe) volte rimandate manutenzioni su strade. «Che saranno riasfaltate - secondo i lavoratori - laddove sarà possibile coprire la spesa, dopo una valutazione caso per caso», e scuole, dove gli interventi ordinari saranno ulteriormente ridotti e quelli straordinari azzerati. L’ente che ha sostituito la Provincia resta, al momento, un oggetto misterioso. E la tanta attesa svolta, auspicata appena un paio di mesi fa anche dallo stesso sindaco di Empoli Brenda Barnini (vice di Dario Nardella al vertice della Città), resta un miraggio: «Al momento - aveva detto - è come avere una Ferrari (come dimostrano gli dati economici) e guidarla come una Fiat 500: è un peccato». Ora anche la Fiat 500 rischia di rimanere in panne.
La Rsu annuncia lo stato di agitazione. E snocciola i dati di un ente i cui dipendenti sono scesi da 830 a 420 con il riordino, grazie a un massiccio trasferimento (in 200 sono passati alla Regione o ad altri enti), a cui vanno aggiunti pensionamenti e prepensionamenti.
E poi ci sono i lavoratori in appalto, sessanta dei quali svolgono mansioni di portierato e pulizie, con i contratti in scadenza a ottobre. Che difficilmente, a meno di novità da Roma, potranno essere rinnovati: «È una delle conseguenze sul bilancio 2016 dello sforamento del patto di stabilità 2015 - spiega Marco Zatini della Rsu -. Insieme al blocco delle assunzioni, dei mutui e degli investimenti per garantire la manutenzione di strade e scuole, alla riduzione del salario accessorio dei lavoratori che hanno già prestato la loro opera nel 2015. Insomma, all’orizzonte c’è il caos. «Eppure il 18 dicembre scorso avevamo firmato una pre-intesa per la distribuzione del salario accessorio e cinque giorni dopo Nardella - durante lo scambio degli auguri - ci aveva assicurato che non c’erano problema. Ora si scopre che non è così. E così c’è gente che si è alzata alle tre di notte per spalare la neve, rimuovere una frana o far fronte a un’emergenza, o che ha lavorato per garantire la sicurezza nelle scuole e che non avrà i soldi pattuiti (al di là della retribuzione straordinaria, regolarmente erogata, ndr) con il contratto decentrato, dopo che già quello nazionale è “congelato” dal 2009. E si parla di stipendi che raggiungono al massimo - nella migliore delle ipotesi - i 1.500 euro».
Il fondo accessorio ammonta complessivamente a 700.000 euro (spetta anche a coloro che nel frattempo sono stati trasferiti ad altri enti).
Tutto questo perché i conti del 2015 non tornano. Il sindaco di Firenze e della Città Metropolitana Dario Nardella nei giorni scorsi aveva assicurato che «stiamo parlando a livello nazionale con il Governo e l’Anci per risolvere il problema, che origina dai vecchi impegni pregressi delle Province».
Ma secondo i lavoratori, a complicare ulteriormente il quadro c’è anche il mezzo flop delle vendite dell’ex ospedale di San Bonifazio in via San Gallo, sede della questura (e della caserma dei vigili del fuoco di via La Farina a Firenze, dalle quali la Città contava di incassare oltre trenta milioni e invece dall’agenzia incaricata dal Ministero è arrivata un’offerta di poco superiore a dieci milioni.
In questo quadro, i dipendenti della Città Metropolitana hanno proclamato lo stato di agitazione, in seguito al quale - nei prossimi giorni - il prefetto Alessio Giuffrida dovrebbe convocare un tavolo con le Rsu e gli amministratori. Che nel frattempo corrono ai ripari e assicurano «immediata disponibilità al confronto sulle prospettive dell'ente»: il vicesindaco Brenda Barnini, che ha la delega al personale, ha convocato i rappresentanti dei lavoratori per un faccia a faccia, in programma stamani alle 9 a Palazzo Medici Riccardi, prima della seduta del consiglio, che sarà accompagnata da un presidio dei dipendenti.
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