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La ricetta: «Più alloggi tassa sulla rendita e meno burocrazia»

Rivedere la legge sul nuovo Isee, introdurre una maggiore flessibilità nelle assegnazioni, ridurre la burocrazia. I primi passi da compiere nell’immediato secondo Cgil e Sunia sono questi. Ma la vera...

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Rivedere la legge sul nuovo Isee, introdurre una maggiore flessibilità nelle assegnazioni, ridurre la burocrazia. I primi passi da compiere nell’immediato secondo Cgil e Sunia sono questi. Ma la vera necessità è quella di un piano per la casa con risorse maggiori e certe. «Cominciamo a pensare, ad esempio, ad una tassa sulla rendita immobiliare – propongono Rossano Rossi, Cgil, e Franco Belli, Sunia – che colpisca i grandi proprietari che non affittano. Ma soprattutto c’è bisogno che il pubblico torni ad investire. Servono nuove costruzioni di alloggi popolari. Anche se la cosa migliore sarebbe acquistare dal privato immobili vuoti. Ce ne sono tanti e sono davvero un’assurdità in un momento del genere».

A dire la verità un progetto del genere era partito, ma poi si è arenato. Un anno fa la Regione aveva chiesto a Publicasa di fare una ricognizione: erano stati stanziati 25 milioni in totale, di cui più di due sarebbero dovuti arrivare nel circondario.

In pochi mesi erano arrivate ventotto domande da parte di privati che erano disposti a vendere immobili sfitti (a prezzi inferiori ai livelli di mercato) e di imprese edili con grandi quote di invenduto, che speravano in questo modo di recuperare almeno le spese.

La ricognizione, però, non ha avuto esito. A Publicasa non sono arrivate comunicazioni da parte della Regione e i buoni propositi per ora sono rimasti lettera morta. (m.p.)

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