Gioco
Scabbia, il boom di casi sul tavolo del Ministero
Il deputato Pd (e medico) Federico Gelli presenta un’interrogazione «Dati sopra la media, occorrono accertamenti e contromisure adeguate»
EMPOLI. «È necessario fare i dovuti accertamenti per capire l’escalation di casi di scabbia (30 in 40 giorni, ndr), registrati nell’area dell’ex Asl 11. Un trend in crescita su cui è necessario intervenire per prevenire l’aumento di contagi». Parola del deputato Federico Gelli, medico, responsabile nazionale Sanità del Partito democratico, che interviene dopo il nostro servizio di ieri sui quindici piccoli focolai, tutti all’interno di case, spuntati nell’Empolese Valdelsa e nel Valdarno dall’inizio del 2016. Due situazioni in particolare sono considerate “delicate”, perché coinvolgono bambini che vanno a scuola: uno a Empoli e l’altro a Santa Croce sull’Arno, dove i genitori delle classi interessate sono stati invitati ad effettuare la sorveglianza sui propri figli per 40 giorni e a rivolgersi al medico di fronte al minimo sintomo.
«Non è la prima volta - sottolinea Gelli - che in questo territorio si assiste ad un numero di contagi superiore alla media, per questo motivo presenterò un’interrogazione al Ministero della Salute per metterlo a conoscenza di quanto sta accadendo e capire se è necessario attuare ulteriori provvedimenti». Perché - come ha sottolineato Paolo Filidei, direttore dell’unità operativa prevenzione malattie trasmissibili dell’ex Asl 11 - ogni confezione di pomata costa tra i quindici e i venti euro (ma in alcuni casi si arriva anche a trenta) e spesso l’acaro - che provoca un fastidiosissimo prurito (in particolare a mani, polsi, piedi, nella zona ascellare e in quella genitale) - attacca interi nuclei familiari: «Potrebbe essere utile facilitare l’avvio di una campagna di sensibilizzazione per contrastare la diffusione di questo parassita ed eventualmente valutare contromisure adeguate per rendere più accessibile la cura nel caso in cui la malattia dovesse contagiare l’intero nucleo familiare. Anche se, su questo, sono convinto che l’Asl sia perfettamente attrezzata per aiutare - attraverso i servizi sociali - coloro che hanno difficoltà a comprare i farmaci necessari per curare la scabbia».
Secondo Gelli «è necessario tenere alta l’attenzione, non abbassare la guardia di fronte a una malattia che ciclicamente si ripresenta». E che ora è tornata prepotentemente nella nostra zona: nel 2013 era praticamente sparita (due focolai con quattro persone contagiate), poi l’impennata nel 2014 (62 persone coinvolte), confermata nel 2015 e il boom dei primi quaranta giorni di questo 2016.
Il deputato-medico, sottolinea anche un altro aspetto. Filidei ha spiegato che «l’acaro può colpire persone di qualunque ceto sociale, età e professione».
Il deputato aggiunge anche che «però trova condizioni favorevoli soprattutto nelle realtà sociali particolarmente svantaggiate, dove spesso si verificano condizioni scarse di igiene. Poi è evidente che anche chi si lava regolarmente e cambia spesso la biancheria, può comunque essere contagiato» attraverso il contatto cutaneo diretto (dormire nello stesso letto, rapporti intimi) oppure indiretto (lenzuola, biancheria, vestiti), «anche perché il periodo di incubazione è molto lungo, va dai 24 ai 36 giorni».
La situazione deve studiata e monitorata, ma senza creare allarmismo: «Si tratta di una malattia banale: con un ciclo di terapia, o due al massimo, il parassita viene ucciso». Insomma, niente a che vedere con l’incubo-meningite che da un anno sta seminando il panico in questa zona, dove si sono registrati quattro morti. «Ma i dati sulla scabbia che arrivano dall’ex Asl 11 non devono essere sottovalutati e ritengo sia giusto portarli all’attenzione nazionale».
Intanto anche Benedetta Bellini, consigliere di Forza Italia, ha presentato un’interrogazione all’Unione dei Comuni, con la quale chiede «quali iniziative di sostegno alle situazioni familiari in svantaggio economico possono essere messe in pratica dall'Unione dei Comuni o da parte di ciascun Comune interessato per acquistare prodotti necessari al trattamento della scabbia, auspicando anche che «le amministrazioni insieme ai dirigenti scolastici promuovano maggiore informazione e siano fatti più controlli soprattutto nelle scuole».
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