Sicurezza
Pronti alla ronde contro i ladri
All’assemblea di Vitolini non convince la cautela di sindaco e carabinieri
VINCI. Cento persone agguerrite e combattive, che hanno espresso la propria rabbia per l’escalation di furti che si è verificata negli ultimi giorni a Vitolini. Giovedì sera al circolo Arci è andato in scena l’incontro tra cittadinanza e istituzioni: padri, madri, giovani, anziani, tutti ad esprimere i propri dubbi al sindaco Giuseppe Torchia e al maresciallo Bruno Ravenda, comandante della stazione di Vinci. E alla fine, dopo due ore di discussione – anche accesa – è rimasto un dubbio: fare le ronde oppure no? Su questo non vi è ancora chiarezza fra i cittadini, nonostante sia il sindaco che il maresciallo le abbiano a più riprese sconsigliate. Cosa dobbiamo fare? «Siamo qui -ha spiegato Maris Gaini, che ha introdotto il dibattito – per chiedere alle istituzioni una mano:noi siamo disposti ad aiutarvi, aiutandovi ma non vogliamo sostituirci alle istituzioni». Poi il microfono è passato ad Anna Lastrucci, un’altra delle fautrici dell’incontro:«Vorremmo la tranquillità di un tempo e d’ora in poi segnaleremo ogni movimento sospetto. La nostra idea di ronde prevede di segnalare, non di scendere di macchina e fare chissà cosa. Su questo non posso assicurare che non le attueremo. Intanto abbiamo creato un gruppo Whatsapp per tenerci in contatto».
La rabbia. C’era anche chi è andato dritto al sodo, come Alessandro Alderighi:«Va bene tutto ma non possiamo farci derubare e stare zitti». Sulla stessa lunghezza d’onda Enrico Bagni:«Vivo in via King, una delle più colpite: la strada è buia, non si sentono rumori, sembra che queste persone vadano a colpo sicuro». «Cerchiamo una soluzione – ha continuato Mirko Proietti – noi siamo super disponibili, però non è possibile che ogni volta che usciamo di casa si debba aver paura di trovare un finestrino rotto».
I carabinieri. Il maresciallo Ravenda ha replicato poco dopo:«Io sono qua per rassicurarvi – ha spiegato – e per chiedervi di segnalarci problemi, senza però sostituirvi a noi. Non sono favorevole alle ronde per il semplice motivo che se le organizzano persone giustamente arrabbiate per i furti può bastare poco perché accada qualcosa. Noi facciamo il massimo - siamo otto carabinieri per 15.000 abitanti - ma il regime sanzionatorio dei reati predatori spesso non prevede l’arresto nemmeno in flagranza di reato. I ladri lo sanno e così cercano di muoversi entro questi limiti».
Il sindaco e i lampioni. Accanto al maresciallo c’era il sindaco Giuseppe Torchia, che ha risposto agli appelli dei cittadini, molti dei quali chiedevano lampioni accesi più a lungo:«I lampioni vengono spenti “ a turno” per una questione di risparmio energetico, non per altro. Però, se la situazione è questa, per un periodo di tempo possiamo tenerli accesi di più. Da parte mia solleciterò ancora il prefetto, oltre a chiedere alla polizia municipale di sgravare i carabinieri dai compiti “stradali”. E poi vi sconsiglio le ronde,dove sono state fatte non hanno portato a nulla».
I dati sulla criminalità. Sia il maresciallo che il sindaco non hanno parlato di emergenza ma di “dati compatibili con la situazione dell’Empolese Valdelsa”. Poi il sindaco Torchia ha snocciolato i dati: nel 2014 a Vinci ci sono stati 404 reati, di cui 245 furti; di questi 404 reati 70 sono stati scoperti e 90 persone incriminate. Nel 2015, invece, i reati totali sono stati 402, di cui 240 furti, con 73 persone incriminate e 4 arrestate. Nel raffronto fra il gennaio 2015 e lo stesso mese di quest’anno abbiamo 34 reati, con 17 furti e tre scoperti; a gennaio 2016, invece, 41 reati, di cui 20 furti e 11 scoperti.
Dobbiamo denunciare. A quel punto ha ripreso la parola Anna Lastrucci, invitando la popolazione a denunciare ogni situazione, così da “fare statistica ed evidenziare quello che non emerge dai dati che ci sono stati appena illustrati”. Il maresciallo ha annuito, precisando che è anche sulle base sulle denunce che si decide come agire sul territorio e con quali forze.
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