Il dolore
Venditori abusivi “cacciati” dal mercato di Empoli
Controlli in borghese di finanza, polizia municipale e carabinieri e dopo l’articolo-denuncia gli ambulanti irregolari non si presentano
EMPOLI. C’è la task-force delle forze dell’ordine. Ma i venditori abusivi sono praticamente spariti. Niente distese di borse, scarpe, cover per cellulari e cinture. Neanche l’ombra di abiti contraffatti. Una novità assoluta per il mercato settimanale di Empoli. Dopo il nostro servizio della scorsa settimana, che denunciava una situazione divenuta, come sottolineato anche da Confesercenti, ormai insostenibile, gli abusivi - consapevoli di essere finiti nel mirino delle forze dell’ordine - hanno preferito restare alla larga dalla zona dello stadio. E le loro tradizionali postazioni, a ridosso dei banchi dei commercianti, sono rimaste “libere”.
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I treni in arrivo da Firenze e Pisa, stavolta, non hanno portato in città decine di immigrati, in buona parte senegalesi, con i borsoni pieni di giubbotti e accessori pronti a essere venduti sotto gli occhi di commercianti inermi e sempre più arrabbiati per quella che considerano - giustamente - concorrenza sleale. E così, di fronte all’ennesima “cartolina” di una situazione ormai fuori controllo, il coordinatore di Confesercenti, Lapo Cantini, aveva sbottato: «Ora basta, multiamo i clienti. E servono indagini mirati sui laboratori dove viene prodotta la merce destinata al mercato nero». Uno sfogo - dettato dalla necessità di tutelare i commercianti regolari, che fanno grandi sacrifici, pagano le tasse (e i dipendenti), per portare avanti le loro attività - che non era caduto nel vuoto. La stessa comandante della polizia municipale dell’Unione, Annalisa Maritan, oltre a difendere l’operato dei suoi uomini per contrastare il fenomeno, aveva annunciato nuovi controlli. Ma i vigili, che passeggiavano giovedì 11 febbraio tra i banchi del mercato, non erano da soli. C’erano anche i carabinieri, oltre a una decina di finanzieri. Che - in gruppi di due-tre - per diverse ore hanno perlustrato l’intera zona. Tutti rigorosamente in borghese.
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